Proteste
Mobile, Shanghai chiama Quarrata
Marta Quilici
◗
Nel 2010 lincoming delle aziende del mobile a Villa La Màgia Offerto uno showroom di 13mila metri quadrati. Esporranno 30 imprese
2 MINUTI DI LETTURA
QUARRATA. I mobili di Quarrata andranno in Cina per essere venduti all'interno di un grande spazio espositivo di 13 mila metri quadri vicino a Shangai. Il primo requisito richiesto dai cinesi è che i mobili «non siano fatti dai cinesi». Proprio così: i mobili che saranno esposti a Shangai dovranno essere 100% made in Italy, realizzati dalle maestranze italiane e non dovranno essere prodotti utilizzando la manodopera a basso costo irregolare. Lo spazio espositivo c'è già: adesso le aziende, coordinate dal consorzio Pmi (Promozione mobile imbottito) dovranno riunirsi e predisporre un progetto da esportare. È questo il primo importante successo del percorso, iniziato oltre un anno fa, di costituzione di una rete di imprese del settore arredamento (ma non solo) che, insieme, puntavano ad aggredire mercati altrimenti irraggiungibili per una singola impresa. I passaggi di questo percorso sono stati tanti; tra i più importanti, quello dell'incoming di un anno fa a Villa La Màgia, in cui esposero le proprie creazioni decine di aziende del territorio. L'obbiettivo, allora, era quello di proporsi, come rete di imprese, per il mercato del contract. Adesso una nuova occasione si è aperta di fronte alle imprese quarratine: «A maggio ci sarà l'inaugurazione dello showroom - spiega Beatrice Bini, presidente di Pmi - quindi il tempo stringe: lo spazio che gli imprenditori cinesi ci hanno messo a disposizione è enorme; si parla di 13mila metri quadri. Per riempirlo dovranno collaborare una trentina di imprese. L'idea è quella di abbandonare i vecchi confini del mobile imbottito dando inizio a una promozione a tutto tondo del territorio. La richiesta degli imprenditori non si limita ai divani, ma anche spazia dalle cucine agli altri complementi dell'arredamento, ovviamente tutti Made in Italy. A questo noi vorremmo aggiungere un pacchetto ancora più sostanzioso, imperniato sul binomio cibo-design. Promuovere il prodotto toscano, sia questo un divano o un pavimento, non può prescindere dalla ricchezza enogastronomica del nostro territorio. In questa ottica prevediamo di organizzare degli eventi promozionali con, ad esempio, degustazioni o altro ancora. Una volta creato questo format per la Cina si potrebbe pensare di esportarlo altrove, con l'aiuto delle istituzioni. Il Comune di Quarrata ci ha già finanziato per questo progetto. Abbiamo dei colloqui anche con la Provincia». Lo showroom accoglierà i prodotti toscani per 10 mesi accollandosi gran parte delle spese, comprese quelle di trasporto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
