Sicurezza
Gli operai Breda in corteo e poi dal prefetto per protestare contro il governo
La rabbia scende in piazza
Marta Quilici
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Il prefetto stringe la mano alla delegazione AnsaldoBreda, a destra le tute blu in corteo La doppia beffa delle tute blu: «Proprio a noi chiedono sacrifici»
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PISTOIA. Hanno incrociato le braccia per un'ora e mezzo ieri mattina gli operai di AnsaldoBreda e dell'indotto per protestare contro la manovra del governo «che - dicono - fa cassa solo sui lavoratori e i pensionati». Non è un caso, infatti, che in provincia il primo campanello di allarme contro la manovra si sia levato proprio dallo stabilimento di via Ciliegiole che da mesi è in agitazione per l'incertezza sulle sorti del gruppo. La scorsa settimana l'Ad Maurizio Manfellotto ha comunicato alle segreterie nazionali dei sindacati la sua disponibilità a presentare il piano di riassetto del gruppo pistoiese-napoletano. Un piano che si annuncia durissimo nei confronti dei lavoratori. Le tute blu e gli impiegati di AnsaldoBreda sono partiti alle 10.30 da via Ciliegiole, hanno sfilato per le vie del centro e sono arrivati intorno alle 11 in piazza Duomo dove hanno incontrato il Prefetto Mauro Lubatti. «Non si può chiedere altri sacrifici a chi è entrato a lavorare a 14 anni e che, sulle soglie della pensione si vede adesso slittare questo traguardo di altri anni». A parlare è Mirco Vaiani, da 30 anni dipendente di AnsaldoBreda: «Io sono entrato a 17 anni - spiega - A 57 anni credevo di poter andare in pensione, invece mi dicono che dovrò rimanere a lavoro fino a oltre 60 anni. Il problema non è lavorare un anno in più, ma il fatto che a pagare sono sempre le stesse persone». In AnsaldoBreda l'età media è piuttosto giovane in parte per le doverose agevolazioni legate all'esposizione all'amianto e in parte per le numerose ristrutturazioni aziendali che si sono susseguite negli anni e che hanno portato all'allontanamento di chi era vicino alla pensione attraverso la mobilità. «È assurdo - spiega Lorenzo Laveglia, da 31 anni in Breda - che da una parte le aziende non vedono l'ora di mandarci via non appena siamo prossimi alla pensione, dall'altra il governo allontana questa soglia». Al prefetto i lavoratori hanno chiesto di farsi tramite per il governo delle richieste di apertura di un tavolo su AnsaldoBreda a cui prenda parte anche il Ministero dello sviluppo economico e di revisione della manovra tramite la concertazione con la parti sociali. «La perdurante assenza di una politica industriale - spiega Nicola Riva, segretario Fiom - si ripercuote su AnsaldoBreda: non è ancora chiaro se il governo la ritiene strategica. Purtroppo, se chiediamo ancora una volta l'intervento del prefetto, è perché c'è un problema di comunicazione con il governo». Il coordinatore dell'Rsu Jury Citera ha sottolineato la «dannosità dei tagli alle Regioni che provocheranno l'ulteriore sospensione delle gare per i treni regionali». Alessandro Vivarelli, segretario Fim, ha annunciato ulteriori agitazioni in città. «La manovra si abbatterà su un territorio già fortemente provato - mha spiegato Daniele Gioffredi Cgil - che conta già adesso 30 mila disoccupati». Il prefetto ha concordato sulle potenzialità strategiche del settore ferroviario e si è impegnato a farsi portavoce a Roma delle richieste dei lavoratori. «AnsaldoBreda - ha aggiunto - ha vinto ultimamente commesse importanti (per le Hawaii). Si sente parlare della necessità di porre attenzione al trasporto pubblico e al verde. Per questi motivi, secondo me, il settore ferroviario potrebbe avere potenzialità strategiche per il paese. Mi impegno a trasmettere la richiesta di audizione dei lavoratori da parte del governo». Il prefetto ha però ricordato la situazione emergenziale in cui si colloca la manovra. Intanto oggi pomeriggio al Cral Breda alle 17 si terrà un'assemblea pubblica a cui parteciperanno il governatore Enrico Rossi, la presidente della Provincia Federica Fratoni e il sindaco Renzo Berti.
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