Finanza
Dussmann, posti a rischio all'Asl
Michele Galardini
Tutelare ogni singolo posto di lavoro a fronte di licenziamenti imminenti nell'azienda Dussmann Service
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Tutelare ogni singolo posto di lavoro a fronte di licenziamenti imminenti nell'azienda Dussmann Service. Questa la risoluzione che Cgil e Uil presenteranno al tavolo delle trattative in merito alla complessa diatriba sindacale che, da ottobre, interessa i lavoratori dell'azienda delle dei locali ospedalieri di Pistoia e Pescia. Circa tre mesi fa la Dussmann aveva vinto la gara indetta dalla Asl per i servizi relativi sia alla sanificazione sia ad una serie di altri servizi ereditati dal precedente appalto.
Una concessione definita "eccezionale", poiché la Dussmann sarebbe subentrata naturalmente alla fine del mandato della precedente azienda, e che prevedeva già un certo numero di tagli, imputabili alle misure varate dalle finanziarie di questi ultimi mesi. «Già nella gara d'appalto che, complessivamente, valeva 20 milioni di euro - dice Emiliano Silvestri della Filcams Cgil - l'Asl aveva previsto una riduzione del 5% rispetto all'appalto. La direzione era chiara e noi ci siamo adoperati subito per garantire alcuni servizi come la distribuzione del pasto».
Per i sindacati l'unica strada praticabile, anche a fronte di sacrifici da parte dei lavoratori, è rappresentata dall'applicazione della cassa integrazione per 12 mesi, finanziata dalla Regione Toscana, in sostituzione della procedura di mobilità che avrebbe causato il licenziamento di 29 lavoratori. «Con questa proposta - continua Silvestri - vogliamo abbattere la percentuale di riduzione del servizio che, nel caso fosse stata applicata la mobilità, sarebbe stata del 35% per Pescia e del 22% su Pistoia.
Firmando questa proposta le percentuali scenderebbero al 16% per Pescia e al 13% per Pistoia e i licenziamenti verrebbero immediatamente bloccati». Ma la cosa importante per il sindacato durante questi dodici mesi di apparente stabilità, almeno per quanto riguarda i posti di lavoro, sarà monitorare l'apparato organizzativo interno dell'azienda per capire se potrà riprendersi e funzionare regolarmente. Come nel caso dell'orario imposto ai lavoratori, il problema riscontrato nell'azienda non è l'aumento o la diminuzione del numero pro capite di ore di servizio, che può essere effettuato solo tramite accordo fra le due parti, ma il miglior utilizzo del lavoratore all'interno di quelle ore.
Giancarlo Giusti, segretario trasporti della Uil, aggiunge che è venuto a mancare soprattutto l'apporto dell'Asl e del suo direttore Alessandro Scarafuggi: «l'Asl avrebbe dovuto capire che era il momento di fare un passo indietro, ma ha confermato i tagli. Dai dati che abbiamo, siamo convinti che l'Asl non riuscirà a coprire quelle tipologie di servizi che ha inteso riprendersi». La trattativa andrà avanti per tutta la settimana con la speranza di giungere, entro venerdì, alla firma dell'accordo. In quel caso, la cassa integrazione proposta dai sindacati scatterebbe immediatamente dall'inizio della prossima settimana.
Una concessione definita "eccezionale", poiché la Dussmann sarebbe subentrata naturalmente alla fine del mandato della precedente azienda, e che prevedeva già un certo numero di tagli, imputabili alle misure varate dalle finanziarie di questi ultimi mesi. «Già nella gara d'appalto che, complessivamente, valeva 20 milioni di euro - dice Emiliano Silvestri della Filcams Cgil - l'Asl aveva previsto una riduzione del 5% rispetto all'appalto. La direzione era chiara e noi ci siamo adoperati subito per garantire alcuni servizi come la distribuzione del pasto».
Per i sindacati l'unica strada praticabile, anche a fronte di sacrifici da parte dei lavoratori, è rappresentata dall'applicazione della cassa integrazione per 12 mesi, finanziata dalla Regione Toscana, in sostituzione della procedura di mobilità che avrebbe causato il licenziamento di 29 lavoratori. «Con questa proposta - continua Silvestri - vogliamo abbattere la percentuale di riduzione del servizio che, nel caso fosse stata applicata la mobilità, sarebbe stata del 35% per Pescia e del 22% su Pistoia.
Firmando questa proposta le percentuali scenderebbero al 16% per Pescia e al 13% per Pistoia e i licenziamenti verrebbero immediatamente bloccati». Ma la cosa importante per il sindacato durante questi dodici mesi di apparente stabilità, almeno per quanto riguarda i posti di lavoro, sarà monitorare l'apparato organizzativo interno dell'azienda per capire se potrà riprendersi e funzionare regolarmente. Come nel caso dell'orario imposto ai lavoratori, il problema riscontrato nell'azienda non è l'aumento o la diminuzione del numero pro capite di ore di servizio, che può essere effettuato solo tramite accordo fra le due parti, ma il miglior utilizzo del lavoratore all'interno di quelle ore.
Giancarlo Giusti, segretario trasporti della Uil, aggiunge che è venuto a mancare soprattutto l'apporto dell'Asl e del suo direttore Alessandro Scarafuggi: «l'Asl avrebbe dovuto capire che era il momento di fare un passo indietro, ma ha confermato i tagli. Dai dati che abbiamo, siamo convinti che l'Asl non riuscirà a coprire quelle tipologie di servizi che ha inteso riprendersi». La trattativa andrà avanti per tutta la settimana con la speranza di giungere, entro venerdì, alla firma dell'accordo. In quel caso, la cassa integrazione proposta dai sindacati scatterebbe immediatamente dall'inizio della prossima settimana.
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