Qualità della vita Pistoia risale ma è sempre indietro
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Risultati finali in una scuola In alto veduta del centro2 MINUTI DI LETTURA
Risale di 13 posti la provincia di Pistoia nell'annuale classifica sulla qualità della vita in Italia stilata dal Sole 24 Ore. Il 70º posto assoluto targato 2010 va in archivio, stavolta Pistoia è al 58º posto e si lascia alle spalle Massa Carrara quattro posti più in giù. Ma in generale anche stavolta si può dire che il benessere non abita qui: Pistoia è infatti penultima in Toscana. Nella classifica generale, guidata da Bologna, il primo centro toscano è Firenze, subito seguito da Siena (7º e 8º posto). Poi c'è Livorno al 14º, Lucca al 27º e via di seguito gli altri, fino ai vicini pratesi al 47º posto. Dopo Pistoia, come detto, solo Massa Carrara. Come mai il perdurare di risultati così poco lusinghieri? Colpa soprattutto di due "famiglie" di indicatori, quella relativa al tenore di vita e quella della popolazione-demografia. Tenore di vita: la ricchezza pro capite prodotta vede Pistoia al 56º posto con 25.796 euro l'anno. In Toscana, anche qui, solo Massa Carrara fa peggio. Con questo livello dell'economia, si capisce come a Pistoia i risparmi siano bassi (70º posto) rispetto al 2006. Poca ricchezza prodotta, ma consumi di alto livello: 1.248 euro l'anno per veicoli, elettrodoestici e mobili, cioè il 29º posto in Italia. Difficile stupirsi, quindi, se il livello generale dei prezzi e quello delle abitazioni ci penalizza. In conclusione, la graduatoria del tenore di vita vede Pistoia al 66º posto, con tendenza a scendere ulteriormente. Popolazione: la provincia vanterebbe un buon numero di giovani sul totale della popolazione (37º posto), grazie - c'è da pensare - soprattutto all'immigrazione (35º posto per il numero di immigrati). Ma è pessimo il dato sul numero di laureati 2010 ogni 1.000 giovani, solo 45,8: dato che ci vale il 102º posto su 107 e l'immagine di una provincia che non riesce a scommettere sulla formazione delle sue giovani leve, rimanendo ancorata a un modello economico basato soprattutto sul tradizionale saper fare artigiano e poco su ricerca e innovazione. A fronte di questi due settori deboli, Pistoia non vanta eccellenze nelle altre graduatorie: neanche nel tempo libero, dove un tempo Pistoia era ai vertici, ora ci si trova al 62º posto con tendenza a scendere.
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