Il Tirreno

Pistoia

«Un lusso vivere di musica»

Marta Quilici
Nelle foto a fianco Lorenzo Pacini Tommaso Tempestini, Giacomo Folchi, Lorenzo Boccaccini e la nuova Cattedrale alle ex Breda
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Nelle foto a fianco Lorenzo Pacini Tommaso Tempestini, Giacomo Folchi, Lorenzo Boccaccini e la nuova Cattedrale alle ex Breda

Artisti emergenti ma da grandi dovranno fare un altro lavoro

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 PISTOIA. Vivere di musica? Un lusso che pochi possono permettersi. Meglio finire l'università, studiare quello che ci piace e poi trovare il miglior lavoro possibile, anche se non sarà mai quello per cui hai studiato. È così che vedono il futuro i ragazzi dei Blues&Getta, uno dei più promettenti gruppi emergenti pistoiesi: sono Lorenzo Pacini, 22 anni, Tommaso Tempestini, Giacomo Folchi e Lorenzo Boccaccini, tutti di 19.  La vostra musica è molto apprezzata e, nonostante la vostra giovane età, avete già fatto molte serate praticamente in tutti i locali di Pistoia e dintorni: secondo voi si può "campare di musica"?  «Questa - spiega Lorenzo Boccaccini - è una strada che in pochi si azzardano a intraprendere. Con la crisi, il campo della musica e della cultura è il primo ad essere sacrificato. I gruppi "affermati" che girano i locali, inoltre, sono sempre gli stessi, e per gli altri rimane poco spazio».  «Questo accade - incalza l'amico Lorenzo Pacini - perché i locali non si fidano degli emergenti; per riuscire a suonare bisogna presentare le demo, farsi notare. A livelli più alti, poi, ci sono i vari giri di conoscenze che rendono tutto più difficile a chi non vi rientra».  Quindi che pensate di fare in futuro?  «Io ho iniziato l'università - spiega Boccaccini - Ho preso chimica e tecnologia farmaceutiche, come il "Pacio" (Lorenzo Pacini, ndr), perché vivere suonando non è proprio possibile. Qualcuno dà lezioni, e in quel modo se la cava, ma è difficile. Per quanto mi riguarda, comunque, se trovassi il modo di vivere di musica lascerei tutto, anche l'università".  E gli altri?  «Io insegno chitarra ai ragazzini - spiega Tommaso - e a mia volta vado a lezione. All'università studio filosofia, a Firenze. Oggi trovare il lavoro che sognavi e per il quale hai studiato è sempre più difficile, quindi ho scelto la facoltà che mi piaceva di più senza pensare alle prospettive lavorative. Credo infatti che, anche rispetto a qualche anno fa, adesso ci siano molte più incertezze, e penso proprio che noi giovani dobbiamo imparare a conviverci».  «Io invece faccio ancora le superiori - spiega Giacomo - all'Istituto d'arte. Sono all'ultimo anno, ma ancora non ho deciso cosa farò dopo: sulle prospettive di lavoro sono piuttosto scoraggiato».  Di Pistoia che ne pensate?  «Mancano le alternative ai classici locali in cui ti siedi e hai già il bavaglio al collo per la consumazione - spiega Giacomo - Manca un posto in cui le persone possono incontrarsi tranquillamente e in cui a fare da collante non c'è la "bevuta", ma un interesse culturale comune».  Per esempio?  «Il Melos credo sia stato un tentativo in questo senso - afferma Tommaso - ma non ci è riuscito. A Pistoia l'Orange jazz club ha questa funzione più o meno: lì, in effetti, puoi incontrare le persone che hanno i tuoi stessi gusti».  Ma voi come la passate la serata?  «Non sulla Sala! - chiarisce subito Boccaccini - Noi non siamo tipi da discoteca e non ci piacciono quei pub in cui puoi stare a sedere solamente se consumi. A noi piacciono i locali in cui c'è un clima diverso dalla consumazione obbligatoria e in cui la bevuta diventa secondaria».  «Pistoia - aggiunge Giacomo - ha un folto sottobosco musicale, oltre ad avere una grande tradizione Blues che tuttora continua, ma offre poche opportunità, soprattutto in relazione al numero di persone che suonano. I locali che fanno musica dal vivo, che quindi possano dare spazio ai gruppi locali, sono pochi».  E perché secondo voi?  «In parte - spiega Boccaccini - perché non sempre c'è un ampio riscontro di pubblico, in parte a causa delle numerose restrizioni sul volume, sugli orari, la Siae, i permessi, le imposte delle amministrazioni: chi continua a proporre musica dal vivo a Pistoia lo fa perché ci crede, altrimenti farebbe prima a piazzare un dj in un angolo e passare così la serata».  Altri suggerimenti per migliorare la città?  «Potrebbe essere potenziata la biblioteca - continua Lorenzo Boccaccini - che è un locale bello con moltissime possibilità di utilizzo. Ad esempio in quel piccolo anfiteatro esterno, potrebbero venire organizzate alcune serate, spettacoli, eventi culturali, e lo stesso nella nuova Cattedrale lì accanto».  

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