Attenzione
Nella città di Bertinelli il tram e un Comune più attento all'ambiente
Francesco Albonetti
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Samuele Bertinelli nellauditorium Terzani della biblioteca San Giorgio 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Promette una conversione ecologica del patrimonio produttivo e una radicale riorganizzazione delle aziende di servizio, che vedono attualmente il Comune «ingessato in partecipazioni con 42 milioni di euro». Samuele Bertinelli ha presentato ufficialmente la sua candidatura alle primarie del centrosinistra per il sindaco in un auditorium Terzani della biblioteca San Giorgio stracolmo. Una presentazione appassionata e coinvolgente che ha strappato applausi e si è contraddistinta con una suggestiva presentazione storico-musicale. La voce narrante di una ragazza ha ripreso un documento sindacale del 1951, un appello alla città per salvare la San Giorgio minacciata dalla chiusura nel periodo in cui la fabbrica fu rilevata da Finmeccanica e divenne un polo dell'industria ferroviaria italiana. Un argomento di strettissima attualità ed è proprio da lì che, snocciolando i numeri della crisi, è partito Bertinelli, mettendo il rilancio di AnsaldoBreda e il lavoro al centro dell'azione della sua eventuale guida della città. «Il primo obiettivo di un'amministrazione deve essere quello di garantire a tutti una vita dignitosa. La povertà oggi, come evidenziano gli ultimi dati della Caritas, non riguarda solo gli stranieri, ma famiglie pistoiesi che magari hanno la casa di proprietà. Siamo in ritardo, occorre ripensare profondamente il welfare, sburocratizzando i percorsi assistenziali». Lavoro e welfare e, al terzo posto, quella che Bertinelli definisce la «riconversione ecologica del patrimonio produttivo», sapendo coniugare la questione sociale con l'ambiente. Il candidato del Pd vede una città che punta sulle energie rinnovabili, «diversamente ricca, in modo sostenibile». Occorrno maggiori investimenti su una messa in sicurezza del territorio che «esca dalle logiche elettorali». Il regolamento urbanistico va attuato puntando alla riqualificazione dell'esistente e ad una «riconversione ecologica del patrimonio pubblico e privato, con bioedilizia e bioarchitettura». Bertinelli vede nel recupero dell'area del Ceppo vecchio l'occasione per realizzare una sorta di quartiere libero dalle auto, una «cittadella della salute ad emissione zero». Sul tema della mobilità vengono introdotte proposte nuove come il tram e l'estensione della zona pedonale, ma non della ztl, «in quanto si deve consentire l'uso dell'auto (con un aumento dei parcheggi) almeno fino al primo spostamento». Quanto alle publi, secondo Bertinelli il Comune deve liberarsi da quel peso, liberando risorse per il bilancio e assumendo a sé solo tre settori: l'acqua secondo le indicazioni (oggi disattese) del referendum, il trasporto locale e i rifiuti «Se non ora quando?», ha concluso Bertinelli rispondendo a quanti ritengono troppo pochi i suoi 35 anni: «Quando a gerontocrazia l'Italia è seconda soltanto al Giappone».
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