Sicurezza
Un mese a contatto con i terremotati
Luca Giuntini
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Il gruppo dei giovani in Abruzzo L'esperienza di tre ragazzi: «In due anni non è stato fatto niente»
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PISTOIA. Hanno toccato con mano i danni del terremoto che ha colpito L'Aquila e provincia lo scorso 6 aprile 2009, avviando il recupero e la ricostruzione di Castelnuovo di San Pio delle Camere, paese di 200 abitanti a circa 20 chilometri dal capoluogo abruzzese, quasi completamente distrutto dal sisma di due anni fa. Simone Colella 27 anni, Valeria Fabbricatore 25 anni e Omar Ghelardini 30 anni pistoiesi e studenti di ingegneria edile, hanno partecipato al progetto dell'Università di Firenze che li ha portati per un mese a vedere dal vivo gli effetti del terremoto de L'Aquila, un'esperienza che li ha toccati. «Da più di due anni a questa parte non è stata spostata neppure una pietra - affermano Valeria e Omar - A Castelnuovo il tempo sembra essersi fermato al 6 aprile del 2009. Il centro storico è stata completamente distrutto e dichiarato "zona rossa": un'area off-limits nella quale non si può accedere e dove tutti gli edifici sono inagibili». Simone, Valeria e Omar hanno vissuto a Castelnuovo per più di un mese, prima a luglio, poi tra settembre e ottobre, insieme ad altri diciassette compagni del corso di ingegneria edile di Firenze e di altri venti ragazzi provenienti da altre università e corsi di laurea: «Avere la possibilità di toccare con mano gli effetti devastanti del sisma de L'Aquila è stata un'esperienza molto formativa - afferma Simone - anche perché abbiamo indagato gli errori di progettazione degli edifici che di fatto hanno trasformato delle case normali in trappole mortali. Abbiamo assistito ad esempio alla demolizione di un ristorante del centro, il tutto sotto gli occhi delle persone che ci lavoravano: erano sconvolte». Il terremoto del 2009 ha fatto cinque vittime a Castelnuovo, distruggendo l'80% del paesino, seconda casa estiva di molti aquilani e abitato da circa 200 persone. Simone, Valeria e Omar hanno effettuato un piano di cantierizzazione di tutta la città, passaggio preventivo per procedere poi alla demolizione di Castelnuovo: «Abbiamo suddiviso la città in diverse zone di lavoro, ognuna con una diversa priorità tempistica di intervento - spiega Omar - in pratica abbiamo stilato un crono programma che verrà seguito per completare la demolizione della città». L'esperienza di lavoro di Simone, Valeria e Omar servirà per cercare di ovviare in futuro agli errori di costruzione degli edifici in zone sismiche. «Con l'aiuto di alcuni software abbiamo indagato sperimentalmente la risposta degli edifici di Castelnuovo al terremoto - conclude Simone - e lavorato sugli edifici crollati che possono essere recuperati. In questo modo sarà possibile confrontare i risultati ottenuti in via sperimentale con gli effetti reali del sisma del 2009».
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