Il dolore
LE PREVISIONI
Stop più tardi e con meno soldi
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Alcuni esempi sulle pensioni, per capire meglio il difficile meccanismo e le possibili conseguenze della manovra. Poniamo il caso di una donna di 54 anni, nata quindi nel 1957, che lavora come dipendente da quando aveva 18 anni (cioè dal 1975). «Se la signora non ha mai avuto interruzioni di lavoro - spiega Scotellaro - ha ad oggi 36 anni di contributi. Le mancano quindi 4 anni per raggiungere i 40 anni di contributi per la pensione di anzianità. Sommando un anno e tre mesi della finestra mobile, la signora, attualmente potrà andare in pensione a 59 anni. Con l'introduzione del sistema contributivo a partire da gennaio, la signora, avrà probabilmente un pensione leggermente più bassa di quella che avrebbe avuto con il retributivo. Se fosse aumentata a 42 o 43 anni la soglia degli anni di contributi o fosse introdotta un'età minima per il pensionamento, la pensione della signora slitterebbe di qualche anno». Altro esempio, è quello di un operaio licenziato il 30 aprile 2010 che ha diritto alla mobilità fino al 29 aprile 2013, ma al quale scadono i 40 anni di contributi nel gennaio 2013. «Al momento del licenziamento - spiega Scotellaro - lui aveva la prospettiva di andare in pensione nell'aprile 2013, mentre adesso ci andrebbe nel marzo del 2014. Nel frattempo rimane senza niente». M.Q.
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