Attenzione
Nuovi partner per i corsi universitari
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Punto primo: non è detto che dal prossimo anno il corso di laurea in Scienze turistiche scompaia. Punto secondo: non c'è nessun rapporto esclusivo con l'università di Firenze. Punto terzo, diretta conseguenza del secondo: Uniser si sta guardando in giro. L'avvocato Giuseppe Totaro, presidente di Uniser, getta acqua sul fuoco del pessimismo. In molti negli ultimi giorni (l'ultimo caso, Confcommercio) esprimono preoccupazione per le sorti del distaccamento universitario di via Pertini. «Lo dite voi che scompare, che non ci sarà. Vediamo invece come sarà presente». Se non in veste di corso di laurea, sotto quale veste, sottintende. Totaro continua a credere nel ruolo di Uniser. «Con l'università di Firenze, che si è dichiarata disponibile a rinnovare la convenzione, abbiamo un rapporto privilegiato, ma non esclusivo.
Nel protocollo firmato si parla di rapporti con "le" università, non con una singola università». Motivo per il quale già da tempo, e dopo la notizia della probabile chiusura di Scienze turistiche, il consorzio che gestisce il distaccamento universitario e i suoi soci si stanno guardando in giro. «Intanto l'università di Firenze quest'anno è presente con tre corsi di laurea. Chiaramente ci stiamo guardando in giro, ma gli stessi problemi che ha Firenze, li hanno le altre università. Tutto parte dalla riforma Gelmini». Non è più possibile destinare i docenti a un numero superiore a due corsi all'interno della sede centrale e in una sede distaccata.
I docenti non possono più insegnare in 3-4 corsi di laurea in sedi diverse. «Con la riforma Gelmini si è creata la necessità di sopprimere i corsi meno "forti", e recuperare personale per poterlo redistribuire. L'accorpamento è una necessità che non riguarda solo Firenze». Però, aggiunge Totaro, «certo che ci siamo mossi. Nell'ultima assemblea il consiglio di amministrazione ha sollecitato il cdr e i soci a presentare delle proposte di diffusione dell'offerta formativa». Sono stati avviati contatti con università italiane e straniere. «E - spiega l'avvocato Totaro - con la stessa università di Firenze per dar vita - se non a corsi veri e propri - a stage, master o corsi di perfezionamento».
Il presidente di Uniser pensa alla possibilità, tra le altre, di «internazionalizzare il master per i corsi pedagogici dei servizi per l'infanzia nei Comuni. Siamo sicuri che sarebbe appetibile anche in università straniere». E pensa di sviluppare il rapporto con l'università tedesca di Osnabruck. «Lo scorso anno alcuni docenti di economia e medicina sono già venuti qua per alcune lezioni di approfondimento (tenute in lingua inglese». L'offerta formativa, assicura, non si ridurrà. «Alla prossima assemblea illustreremo le nostre proposte. I soci anche, e ci confronteremo». I soci, lo ricordiamo, sono il Comune e la Provincia di Pistoia, la Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia, la Camera di Commercio. L'appuntamento è fissato per il 14 dicembre.
Nel protocollo firmato si parla di rapporti con "le" università, non con una singola università». Motivo per il quale già da tempo, e dopo la notizia della probabile chiusura di Scienze turistiche, il consorzio che gestisce il distaccamento universitario e i suoi soci si stanno guardando in giro. «Intanto l'università di Firenze quest'anno è presente con tre corsi di laurea. Chiaramente ci stiamo guardando in giro, ma gli stessi problemi che ha Firenze, li hanno le altre università. Tutto parte dalla riforma Gelmini». Non è più possibile destinare i docenti a un numero superiore a due corsi all'interno della sede centrale e in una sede distaccata.
I docenti non possono più insegnare in 3-4 corsi di laurea in sedi diverse. «Con la riforma Gelmini si è creata la necessità di sopprimere i corsi meno "forti", e recuperare personale per poterlo redistribuire. L'accorpamento è una necessità che non riguarda solo Firenze». Però, aggiunge Totaro, «certo che ci siamo mossi. Nell'ultima assemblea il consiglio di amministrazione ha sollecitato il cdr e i soci a presentare delle proposte di diffusione dell'offerta formativa». Sono stati avviati contatti con università italiane e straniere. «E - spiega l'avvocato Totaro - con la stessa università di Firenze per dar vita - se non a corsi veri e propri - a stage, master o corsi di perfezionamento».
Il presidente di Uniser pensa alla possibilità, tra le altre, di «internazionalizzare il master per i corsi pedagogici dei servizi per l'infanzia nei Comuni. Siamo sicuri che sarebbe appetibile anche in università straniere». E pensa di sviluppare il rapporto con l'università tedesca di Osnabruck. «Lo scorso anno alcuni docenti di economia e medicina sono già venuti qua per alcune lezioni di approfondimento (tenute in lingua inglese». L'offerta formativa, assicura, non si ridurrà. «Alla prossima assemblea illustreremo le nostre proposte. I soci anche, e ci confronteremo». I soci, lo ricordiamo, sono il Comune e la Provincia di Pistoia, la Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia, la Camera di Commercio. L'appuntamento è fissato per il 14 dicembre.
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