Sicurezza
I fermenti ci sono, serve una scossa
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I ragazzi del gruppo Work in progress Il gruppo "Work in progress": «Il passo è lento, occorre un ritmo da rock»
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PISTOIA. «Una città molto più lenta che rock, che ha bisogno di una scossa di defibrillatore». È così che definiscono Pistoia i cinque giovani musicisti membri del gruppo "Work in progress". Sono Tommaso Papini, 21 anni, laureando in giurisprudenza, Niccolò Torelli, 21 anni, studente di design, Andrea Nencetti, 18 anni, studente del Pacini, all'indirizzo biologico, Vittorio Votino, 17 anni, dell'istituto alberghiero, Emanuele Puddu, 21 anni, che studia ingegneria meccanica a Firenze. Perché sostenete che Pistoia "è lenta"? «È una città tranquilla - spiega Emanuele -. Forse troppo tranquilla. Ci sono molti ragazzi, ma pochi locali: non c'è un centro del divertimento, non ci sono discoteche, né disco-pub. Inoltre non c'è molta apertura mentale tra la gente: sono tutti un po' restii alle novità. Ai pistoiesi piace rimanere attaccati alle loro abitudini e forse anche per questo la città rimane un po' ferma». Ma negli ultimi anni la movida è esplosa in centro e sono nate nuove iniziative culturali, nuovi festival. «È vero, ma quello che serve sono eventi più popolari, di massa - afferma Niccolò-. Ad esempio una sagra, o una serie di eventi a cui partecipino tutti, vecchi, giovani, famiglie. Pistoia ha tante potenzialità: piazza del Duomo secondo me è la piazza più bella d'Italia, ma non è sfruttata abbastanza». Cosa potrebbe essere organizzato? «Per quanto riguarda la musica - spiega Tommaso - potrebbe essere sfruttato di più il momento del Blues, prevedendo, anche in altre giornate ripetute nell'arco di tutto l'anno, alcune iniziative collaterali. Potrebbero essere promossi dei momenti musicali con musicisti del posto, magari alternando artisti affermati a gruppi emergenti. Questo potrebbe richiamare anche la gente da fuori, oltre a creare un'opportunità per i giovani pistoiesi a cui piace suonare per farsi vedere» Ma a Pistoia ce ne sono al momento di queste opportunità? «Le band emergenti, come noi - afferma Andrea - hanno bisogno di essere conosciute e di farsi pubblicità. Questo richiede un grosso sforzo perché chiaramente i locali, se non sanno neppure che esisti, non possono certo invitarti a suonare. Purtroppo a Pistoia non ci sono molte situazioni in cui si dà la possibilità alle band emergenti di esibirsi e di farsi conoscere. Non ci sono concorsi, jam session, contest musicali. Le uniche iniziative sono fuori città». Ma non esistono locali in cui si fa musica dal vivo? «C'è l'Orange jazz club - continua Niccolò - che è di altissimo livello, c'è l'Irish, ma in effetti non esistono locali completamente votati alla musica dal vivo e facilmente accessibili. C'è il Santomato Live, che sta diventando di alto livello, ma anche quello non è propriamente un locale nato per la musica dal vivo. E poi c'è un altro aspetto: anche se i locali ti chiamano, è molto difficile che diano un rimborso spese. Al massimo pagano una pizza, ma i costi, tra sale-prove e strumentazione, per i musicisti non sono bassissimi». Già, a sale prove come siamo messi? «Non benissimo - spiega Andrea -. Ce ne sono alcune di livello abbastanza scadente, altre sono migliori, addirittura molto professionali, ma costano di più. In ogni caso mi sembra che a Pistoia ce ne siano solo tre, mentre i gruppi sono sempre più numerosi. Un'altra cosa che manca sono i negozi di musica. Quelli che ci sono hanno prezzi alti o vendono oggetti a volte non proprio di ottima qualità». Della biblioteca cosa pensate? «Bellissima - ammette Emanuele -. Io ci studio spesso e a volte vado anche a mangiare alla mensa per gli studenti, poco distante, che è buona. L'unico difetto della biblioteca è che c'è un po' freddo per colpa dell'enorme dispersione termica». Accanto alla biblioteca sorgerà una piazza coperta, la "Cattedrale". Potrebbe essere uno spazio interessante da utilizzare secondo voi? «Potrebbe esserci organizzata una manifestazione simile al Lucca Comics - propone Emanuele - o anche una serie di incontri, conferenze su vari temi, dalle energie alternative all'attualità. Sarebbe un'ottima occasione: l'importante sarà saperla sfruttare». Niccolò propone anche l'organizzazione di «eventi in cui si abbina il cibo alla musica dal vivo» e aggiunge: «Secondo me all'ex Breda l'amministrazione sta facendo un buon lavoro, il problema è che va a rilento: ci sono le ruspe da anni. Tutti i lavori a Pistoia mi sembra vadano molto piano, dalla rotonda della Vergine, a quella di via Erbosa, per non parlare dell'ospedale: che servisse una struttura nuova non ho dubbi, ma quel posto ha il problema della falde acquifere».
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