Sicurezza
Siglato laccordo sul futuro della banca tra Fondazione, Intesa Sanpaolo e Carifirenze
La Caripit cambia pelle
Fabio Calamati
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Il pubblico alla conferenza stampa di Palazzo dei Vescovi Ma la Fondazione nominerà ancora il presidente
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PISTOIA. Non è esagerato definire storico l'accordo siglato ieri al secondo piano del Palazzo dei Vescovi. Fondazione Caripit, Cassa di risparmio di Firenze e banca Intesa Sanpaolo hanno disegnato il futuro della Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia per i prossimi venti anni. L'istituto di via Roma si ingrandisce e diventa l'unica banca del gruppo Intesa Sanpaolo nelle province di Pistoia, Lucca e Massa Carrara, assorbendo le attuali 43 filiali sia di Carifirenze che della stessa Intesa Sanpaolo. Saranno invece cedute le filiali attuali nelle province di Prato e Bologna. In questa Caripit dalle spalle più grandi e robuste, la Fondazione Cassa di risparmio perderà peso: dal 40% attuale del capitale scenderà al 20%, cedendo le sue quote a Carifirenze o direttamente a Intesa Sanpaolo, per un controvalore di 89 milioni di euro. Un mucchio di soldi, che l'ente guidato da Ivano Paci avrà il compito di investire per la città e la provincia, in opere sociali, economiche e culturali. Buone notizie anche per gli azionisti di risparmio: potranno cedere le loro azioni allo stesso prezzo di quelle ordinarie. Intesa Sanpaolo ha dovuto poi negoziare con Paci un'uscita non immediata della Fondazione ma graduata nel tempo: l'accordo di ieri infatti stabilisce che la Fondazione avrà un'opzione a vendere il restante 20% del capitale fino al 30 giugno 2020, Intesa Sanpaolo vanterà un'opzione ad acquistare fino al 1º luglio 2022. Scherzando come vecchi amici, Aureliano Benedetti, presidente della Carifirenze, e Ivano Paci, presidente della Fondazione Caripit, hanno fatto capire che i mesi di trattativa che hanno portato all'accordo siglato ieri non sono stati una passeggiata. Ma ieri, alla conferenza stampa, tutti hanno dichiarato la loro soddisfazione per il risultato ottenuto. Per Paci «sono state gettate le basi per un futuro positivo»; il direttore generale vicario di Intesa Sanpaolo Morelli ha parlato di quello di Pistoia come di un primo accordo in Italia che dimostra la volontà del gigante del credito del Nord di lasciare spazio e autonomia ai territori. Certo è che i termini dell'accordo risultano - a prima vista - particolarmente favorevoli a Pistoia. Nonostante la discesa nel capitale della Caripit, la Fondazione mantiene il diritto di nominarne il presidente e due membri del consiglio di amministrazione, oltre al presidente del collegio dei revisori. Insomma, gli stessi poteri di adesso. «Certo, la Caripit avrà un capitale con una presenza pistoiese un po' minore - ha spiegato Ivano Paci - ma acquisirà una maggiore solidità mantenendo il suo nome e il suo marchio». Servizio a pagina 14
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