Sicurezza
Festeggiato nella residenza sociale di Cantagrillo il sambucano Fortunato Palmieri
L'ultimo fuochista ha compiuto 102 anni
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Fortunato Palmieri 2 MINUTI DI LETTURA
SAMBUCA. «Non è ancora l'ora di lasciare la pensione». Queste le parole di Fortunato Palmieri, che ha festeggiato l'ambito traguardo di 102 anni. Fortunato, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, fu al centro delle cronache dell'epoca per aver organizzato e guidato una straordinaria emigrazione di boscaioli e carbonai da Torri, Treppio, Fossato ed altri paesi del comune di Sambuca in Lombardia a scaldare le case dei milanesi. I giornali che si interessarono di questa vicenda, li battezzarono "i fuochisti della montagna pistoiese". Fortunato Palmieri è nato il 27 novembre del 1909 a Torri, in Comune di Sambuca pistoiese ed è il primo di cinque fratelli: Fernando, Ezio, Ermanno, Romelia A distanza di 102 anni Fortunato che gode ancora di una discreta salute, resa un po' precaria a causa di una caduta, ha festeggiato il suo compleanno assieme ad Elda, Lia e Marcello, rispettivamente cognata e nipoti, ed agli amici della Residenza per anziani di Cantagrillo. Questo invidiabile traguardo fa ritornare alla mente l'operato di Fortunato per il suo paese nativo. Aldo Villani nel 2002 scriveva sulle pagine di questo giornale: «Aveva diciotto anni Fortunato, classe 1909, quando lasciò il paese per indossare la divisa di finanziere». Nel capoluogo Lombardo ebbe modo di conoscere vari impresari, fra i quali Giancarlo Casiraghi, il cui figlio Stefano salì all'onore delle cronache nel 1982, quando sposò la Principessa Carolina di Monaco. Fortunato propose a Casiraghi di assumere alcuni fuochisti per le caldaie di riscaldamento. Era il 1950 quando Ezio Palmieri accettò di fare il fuochista a Milano. L'anno successivo, sei operai di Torri, seguirono le orme di Ezio e negli anni successivi il numero aumentò fino a superare il centinaio. Fra essi anche giovani provenienti da altre località, quali Treppio e Fossato. Era un lavoro duro e faticoso; sei mesi senza nessuna pausa. Questa nuova attività, che è andata avanti per una ventina di anni, permetteva a questi migranti stagionali di racimolare un buon stipendio, e di garantire loro ed alle proprie famiglie un tenore di vita migliore e più decoroso.
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