Attenzione
Ex Radicifil, cassa per un altro anno
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Unassemblea degli operai ex Radicifil e, sotto unaltra del comitato contro linsediamento della Repower La Provincia ha firmato il rinnovo per i 110 dipendenti ancora senza lavoro
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PISTOIA. Un altro anno di cassa integrazione per gli ex operai della Radicifil, la fabbrica di filato di nylon di Ponte alla Pergola che chiuse i battenti il primo maggio del 2009. Erano 137 i lavoratori che due anni fa rimasero senza lavoro. E 110 non hanno ancora trovato un'altra occupazione. Il rinnovo della cassa integrazione, firmato ieri mattina in Provincia, permette quindi non solo di assicurare per un altro anno un sostegno al reddito per le maestranze, ma anche di continuare a tener legati i loro destini occupazionali a quelli dell'area produttiva. Dopo la chiusura della Radicifil, un'altra azienda, la svizzera Repower, si è fatta avanti per investire nel sito. La proposta di investimento, che prevede la costruzione di una centrale termoelettrica al posto della vecchia fabbrica, ha suscitato fin dal primo momento molte polemiche sull'impatto ambientale del nuovo stabilimento. Di questo, peraltro, si parlerà stasera in un'assemblea pubblica alla Capannina di Bottegone. Al momento il progetto Repower è al vaglio della Regione che dovrebbe elaborare a breve la valutazione di impatto ambientale. Per i 110 lavoratori della Radici, in ogni caso, la cassa integrazione straordinaria ministeriale rimane uno strumento indispensabile in vista di una nuova occupazione o, per alcuni, di un progressivo traghettamento verso il prepensionamento. L'attuale periodo di cassa integrazione sarebbe scaduto, infatti, il 31 dicembre. Grazie all'accordo con l'azienda, che anticiperà le rate della cassa integrazione, a partire da gennaio i lavoratori potranno godere di un altro anno di ammortizzatori senza alcuna interruzione nell'erogazione delle somme. «Questo ulteriore anno di cassa integrazione - spiega Daniele Gioffredi della segreteria Cgil - è fondamentale non solo come sostegno al reddito per i lavoratori, ma soprattutto per mantenerli legati alle sorti dello stabilimento in vista di una possibile rioccupazione nel progetto Repower». A breve verrà convocata un'assemblea coi lavoratori. M.Q.
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