Il dolore
Banchine fuse per non morire
Sauro Romagnani
◗
Un momento dellassemblea nella sala Baccarini Insieme le Bcc di Maresca e Vignole: consensi unanimi in assemblea
3 MINUTI DI LETTURA
S.MARCELLO. Una sala Baccarini strapiena di soci per discutere su di una decisione che indubbiamente segnerà il futuro assetto dell'economia montana: la fusione fra la Bcc della Montagna e quella di Vignole, che si avvererà entro il 31 luglio dell'anno prossimo. Un clima di forte assenso alle decisioni assunte dal consiglio di amministrazione della Banca di credito cooperativo di Maresca. Una discussione pacata e positiva in cui ognuno ha potuto liberamente esporre il proprio pensiero, le proprie osservazioni. Presenze importanti di dirigenti di entrambe le banche: il presidente, Giancarlo Gori, il direttore generale Elio Squillantini, e Manuela Ferri, segretario Generale, per la Bcc di Vignole. Il presidente, Nedo Ferrari, e il direttore generale, Stefano Tonarelli, per quella della montagna, accompagnati di molti componenti del consiglio. Tra il pubblico presenze di spicco ad iniziare dal sindaco di San Marcello Carla Strufaldi, che sostanzialmente si è detta d'accordo: «Operazioni simili a questa vengono fatte da tempo. E' necessario mettere insieme i punti di forza, data l'attuale situazione economica». Dopo un'ampia e dettagliata introduzione del presidente Ferrari, che ha ricordato i motivi e le ragioni della proposta, fra cui le osservazioni della Banca d'Italia e la debolezza economica del territorio, e ripercorso le tappe che hanno portato alla proposta attuale, ha preso la parola il direttore Tonarelli: «Una scelta che mi fa piacere, perché rappresenta una maggiore sicurezza e un miglioramento complessivo. Manterremo la relazione con la nostra clientela e miglioreremo il servizio». «Una decisione lungimirante quella dei vostri dirigenti» ha osservato il presidente di Vignole, Gori, che ha proseguito: «Questa unione permetterà una maggiore solidità per tutto il territorio. Considero questo nostro cammino come la ricerca di una maggiore efficienza del sistema. Inoltre è una fusione fra consorelle appartenenti alla stessa federazione, che quindi condividono gli stessi principi ideali». Gli ha fatto seguito il direttore Squillantini che ha ribadito con efficacia le ragioni della fusione: «La fusione va a beneficio delle due aziende, perché non c'è l'una che ingloba l'altra. Il socio della montagna deve avere le stesse condizioni del socio di Vignole. Saranno mantenuti gli stessi dipendenti negli stessi luoghi dove siete abituati a vederli, salvo sporadiche eccezioni». Dopo una breve illustrazione, da parte di Manuela Ferri, dei compiti svolti dalla Fondazione della Banca di Vignole, ha preso avvio un ampio dibattito nel quale sono intervenuti imprenditori come Marco Buonomini e Andrea Gaggioli, quest'ultimo responsabile Cna della montagna, Luca Buonomini che è anche assessore al comune di San Marcello, e Lido tamburini. Fra i soci ha parlato Sergio Ducci, Alfio Cinotti, ex direttore Bcc Maresca, il generale Guido Buonomini, ritornato in montagna dopo una brillante carriera militare. In un clima d'ottimismo ha concluso il socio più anziano presente, Leo Filoni, ex imprenditore di successo, che ha aggiunto una nota di ulteriore fiducia in questa operazione di fusione: «Con la "banchina" non solo sono cresciuto imprenditorialmente, ma con essa ho girato e conosciuto il mondo. Dobbiamo essere fiduciosi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
