Il Tirreno

Pistoia

Per Bertinelli una partenza lanciata

Fabio Calamati
Sotto il segretario comunale Paolo Bruni
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Sotto il segretario comunale Paolo Bruni

Oltre il 60% dell'assemblea comunale ha firmato per lui

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 PISTOIA. Samuele Bertinelli ha rotto gli indugi: da martedì sera è a tutti gli effetti il primo candidato del Pd alle primarie per le elezioni amministrative comunali della prossima primavera. La svolta al termine dell'assembla dell'unione comunale di due giorni fa, nel corso della quale sono state decise le regole Pd per chi vorrà candidarsi. Al termine dell'assemblea sono stati distribuiti i moduli per la raccolta delle firme.  E gran parte dei presenti ha sottoscritto per la candidatura di Bertinelli, che nei giorni scorsi - in una intervista al Tirreno - aveva dichiarato la sua disponibilità a candidarsi. Nelle ore successive le firme sono ancora cresciute e ora i bene informati stimano che il 35enne ex capogruppo in consiglio comunale abbia raccolto già il 65-70% delle adesioni dei membri dell'assemblea comunale. Una percentuale che, se confermata, escluderebbe la possibilità di una seconda candidatura alle primarie proveniente dall'assemblea, visto che per statuto occorre procurarsi almeno il 35% dei consensi.  Resta aperta, ovviamente, l'altra porta per candidarsi alle primarie, vale a dire la raccolta di almeno il 20% delle firme dei tesserati. E su questo punto c'è da registrare la novità più importante espressa dall'assemblea Pd di martedì sera. Derogando alle regole dello statuto nazionale, all'unanimità il Pd pistoiese ha deciso che il 20% in questione vada calcolato non sugli iscritti al 31 dicembre 2010 (circa 1.080) ma su quelli che risulteranno al 5 dicembre e che non dovrebbero essere più di 800.  Per chi volesse candidarsi nel Pd contro Bertinelli, dunque, il compito è alleviato. A goderne potrebbe essere Roberto Bartoli, il consigliere comunale che da tempo ha lanciato la sua autocandidatura.  L'assemblea di martedì era stata aperta dal segretario comunale Paolo Bruni, che ha relazionato sull'incarico che aveva ricevuto, quello cioè di compiere un sondaggio interno al partito, ascoltando segretari di circolo, responsabili delle aree, consiglieri eletti.  Il giro d'orizzonte di Bruni ha portato alla luce una robustissima maggioranza di indicazioni sul nome di Bertinelli, ben oltre la componente di provenienza (bersaniani). Un nome, quello di Bertinelli, che quindi consentirebbe un salto generazionale al partito (l'ex capogruppo ha 35 anni, pur avendo alle spalle una lunga milizia politica e nove anni da consigliere comunale) sotto il segno, però, di una rassicurante unità.  A questo punto sale ancora l'attesa per l'intervento dello stesso Bertinelli sabato alla Biblioteca San Giorgio: nelle vesti di presidente della associazione Palomar, dovrà tirare le conclusioni del secondo seminario sulla città del futuro che l'associazione ha svolto la settimana scorsa. Un seminario al quale hanno preso parte, tra l'altro, docenti universitari e studiosi di urbanistica, economia e scienze sociali.  Fin qui la questione candidati. Intanto è al lavoro il tavolo della coalizione di centrosinistra, che sta lavorando sul programma. L'elaborazione di un documento condiviso ha fatto notevoli passi avanti e lunedì prossimo il nuovo incontro delle forze politiche dovrebbe essere in grado di definire una prima bozza di programma. Per il momento tutti gli interlocutori sono rimasti al loro posto: Pd, socialisti, Comunisti italiani, Comunisti per Pistoia, Sel, Verdi, Federazione della sinistra. È rimasta finora vuota la sedia destinata all'Italia dei valori, in seguito allo scontro esploso in Provincia dopo il ritiro delle deleghe da parte della presidente Federica Fratoni all'assessore Idv Parronchi.

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