Sicurezza
Bologna, scoperta una società fittizia colpevole di decine di truffe
Anche un vivaio pistoiese tra le vittime della "Premiata ditta"
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La polizia impegnata in controlli 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Anche un vivaio pistoiese tra le vittime di una truffa scoperta dalla polizia di Bologna. Quintali di pasta fresca, olio pugliese, bottiglie di vino e pregiati tartufi delle Marche, ma anche piante di ulivo, computer e monitor. Sfiora il mezzo milione di euro il valore della merce che una banda di truffatori, con base fra Bologna e la Romagna, è riuscita ad accaparrarsi e rivendere sul mercato nero dopo avere raggirato decine di ditte sparse su tutto il territorio nazionale. Il trucco, smascherato dalla Squadra mobile di Bologna che ha denunciato i tre presunti organizzatori, era semplice: creavano società fittizie, del tutto inesistenti, e con credenziali fasulle facevano grossi ordinativi di prodotti, per decine di migliaia di euro, che dopo la consegna non venivano pagati. Nel frattempo infatti la "Premiata ditta", come è stata ribattezzata l'operazione, scompariva nel nulla, e un'altra veniva fatta nascere per imbrogliare altre aziende. L'indagine, coordinata dal Pm Massimiliano Rossi della Procura di Bologna, è nata lo scorso ottobre dalla denuncia del titolare di un pastificio di Pordenone, insospettito perchè dopo il mancato pagamento di un ordine da quasi 40.000 euro, che rischiava di metterlo sul lastrico, la ditta gli aveva promesso di saldare il conto solo se avesse spedito un'altra partita di pasta. I tre indagati (due bolognesi e un forlivese, due dei quali con precedenti penali) sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa.
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