Il Tirreno

Pistoia

Stop supplenti, scuole comunali a rischio

Fabio Calamati
Uno scuolabus davanti ad una materna comunale
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Uno scuolabus davanti ad una materna comunale

La dirigente: «A dicembre sarà difficile sostituire il personale ammalato»

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 PISTOIA. I giorni dell'allarme rosso sono vicini. A dicembre dovrebbe cominciare a farsi sentire l'annuale epidemia di influenza: e allora sarà davvero difficile - per il Servizio educazione e formazione del Comune - trovare ogni giorno un numero sufficiente di insegnanti.  Gli asili nido e le scuole materne di Palazzo di Giano hanno bisogno di insegnanti e addetti a servizi socioeducativi. Quando qualcuno manca per un lungo periodo di tempo, finora è stato possibile ricorrere a incarichi a tempo determinato, le cosiddette supplenze. Ma ora questa strada è preclusa dall'ultima pronuncia della Corte dei conti, che ha bloccato tutte le assunzioni del Comune. Quelle a tempo indeterminato, ma anche quelle temporanee. E al Servizio educazione non sono per niente sicuri di riuscire a fronteggiare l'epidemia di influenza con il personale già oggi a disposizione.  «Finora ci siamo riusciti - spiega la dirigente Daria Vitale - e quando una scuola ci ha comunicato delle assenze, siamo riusciti a rimpiazzare il personale. È successo così anche al nido di Bottegone, di cui si è parlato sulla stampa nei giorni scorsi. Ma nelle prossime settimane potrebbe non essere così. Ne abbiamo parlato stamani in un incontro con le insegnanti ed io ho già fatto presente la cosa all'assessore e al direttore generale».  La Corte dei conti ha congelato le assunzioni del Comune perché la spesa annua per il personale supera il 40% della spesa corrente. Limite che si considera invalicabile per un ente locale virtuoso: chi spende di più in stipendi deve far dimagrire il proprio organico. Il fatto è che la giunta Berti contesta il conteggio della Corte, che non terrebbe conto delle ultime norme in materia, le quali autorizzano a inserire nel perimetro del conteggio anche il personale delle aziende partecipate. La Corte dei conti ovviamente conosce la legge, ma ritiene di non poterla ancora utilizzare, finché il Ministero non ne chiarirà l'applicazione.  Il Comune probabilmente impugnerà la decisione della Corte. Ma nel frattempo il blocco è in vigore e il servizio più penalizzato è proprio quello delle scuole. Che, per inciso, assorbe i tre quarti del personale precario del Comune. Hanno contratti a tempo determinato, infatti, 40 persone in tutto a Palazzo di Giano. Di queste, 20 sono insegnanti e 11 sono addetti ai servizi sociosanitari. Gli altri si distribuiscono tra i servizi sociali, i lavori pubblici, lo sviluppo economico, gli affari istituzionali e il gabinetto del sindaco.  «Il nostro problema - conclude Daria Vitale - è che mentre negli altri servizi è più facile programmare, noi siamo particolarmente esposti agli eventi imprevisti. Posso garantire che offriremo la massima disponibilità a far fronte a tutte le emergenze. Ma a dicembre non sempre questo potrebbe essere possibile: è bene che le famiglie degli alunni lo sappiano».

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