Sicurezza
Nellanalisi della Fondazione Turati una popolazione di over 65
Anziani, serve maggiore assistenza
Michele Galardini
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PISTOIA. È stato presentato martedì nella sala Nardi della Provincia il primo documento d'analisi redatto dalla Fondazione Turati assieme a Microcosmos srl e all'Arsa (Associazione residenze sanitarie assistenziali), relativo allo stato di salute del sistema socio-sanitario in Toscana, dal titolo "Diritti negati e nuove solidarietà". Dentro le pagine presentate da Roberto Gambassi di Microcosmos, che racchiudono più di duemila interviste svolte nelle tre regioni campione (Puglia, Lazio e Toscana), si legge uno spaccato di realtà della nostra regione relativo alla condizione degli anziani non inseriti in nessuna delle 394 fra strutture residenziali, Rsa, comunità di alloggio protette, centri residenziali e residenze sociali assistite, per un totale di 16.327 posti letto. «Entro il 2050 - secondo Gambassi - in Toscana più di un terzo della popolazione sarà over 65, pari ad un milione e trecentomila persone contro le 860mila attuali. In futuro crescerà il fabbisogno assistenziale ma le risorse saranno sempre contenute». L'obiettivo di questa analisi diventa così stabilire cosa fare per far fronte alla sempre maggiore richiesta da parte delle famiglie, in un clima di sempre maggior incertezza, come confermato dagli assessori Chiara Innocenti e Paolo Lattari. Per Nicola Cariglia, presidente della fondazione Turati, la vera sfida sarà permettere al privato sociale di dare un contributo forte ai soggetti pubblici, ovvero Asl e Regione, che a loro volta potrebbero "fare economia" affiancandosi a strutture esterne. «A causa della scarsità delle risorse disponibili siamo ad un livello di reale difficoltà per quanto riguarda l'attuazione dei diritti degli anziani. Le liste di attesa sono sempre più condizionate dalle nuove e sempre più complicate norme per riconoscere la non autosufficienza». Per Cariglia il punto di partenza deve essere la delibera n.204 del 2004 della Regione Toscana, nella quale si prevedono livelli avanzati a livello nazionale per dotazioni organiche, standard di personale e minuti di assistenza, e nella quale al cittadino è data la possibilità di scegliere la struttura di residenza. «Purtroppo quest'ultimo punto - prosegue Cariglia - è rimasto fin'ora inattuato e deve invece essere realizzato affinché stimoli pubblico e privato verso la ricerca dell'eccellenza». Pistoia, pur rappresentando una piccola parte del campione regionale (60 cittadini intervistati a fronte dei 633 totali), si fa specchio, a volte deformato, della situazione complessiva. Se, infatti, sono pochissimi i nostri concittadini over 65 che si dicono in grado di svolgere le normali attività quotidiane (Pistoia è infatti ultima fra le province toscane), per quanto riguarda l'attenzione rivolta dalle istituzioni nei confronti dei cittadini anziani, ci posizioniamo ben sopra la media regionale, dietro solo ad Arezzo e Lucca. Il dato comunque più preoccupante, a fronte di risorse future non adeguate, rimane la percentuale di over 65 che se oggi, sempre a Pistoia, risulta inferiore di due punti rispetto a quella regionale (22% invece che 24%), entro il 2042 la supererà, arrivando a comporre un terzo della popolazione totale.
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