Il Tirreno

Pistoia

Riserve sufficienti, secondo Publiacqua, ma il rischio è per l’anno prossimo

Falde sempre più a secco

Lavori di Publiacqua per tubature rotte
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Lavori di Publiacqua per tubature rotte

Con più pressione aumentano anche le rotture dei tubi

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 PISTOIA. Il bel tempo non dà tregua, è il caso di dire, nell'anno più secco degli ultimi 50 per il Pistoiese. Anche se i modelli di previsione meteo intravedono una via di uscita - almeno temporanea - tra venerdì e domenica con l'ingresso di una bella perturbazione atlantica, Publiacqua si trova alle prese con una carenza idrica contro la quale riesce a far fronte solo grazie alle opere messe in piedi dopo l'ultima grande siccità, quella del 2003 (in primis, il tubone-autostrada di collegamento fra Bilancino, Anconella e Pistoia).  Il lago del Bilancino, in Mugello, è ai minimi storici: 34 milioni di metri cubi di riserva idrica contro una potenzialità massima di 69 metri cubi. Questo significa che tre province - Pistoia, Prato e Firenze - devono far fronte all'enorme fabbisogno con la metà delle risorse consuete. A secco o quasi - e sono le prime ad entrare in crisi - anche le altre risorse, cioè quelle che provvengono dalle falde e dalle sorgenti superficiali. Nel contempo saltano fuori altri problemi, come quello della fragilità della rete, con frequenti rotture di tubi, aggravata proprio dalla siccità.  «Per il momento la situazione è abbastanza sotto controllo, a parte qualche caso come quello di alcune zone della collina pistoiese - dicono a Publiacqua - Ma il problema è in prospettiva. Anche se dovesse riprendere a piovere, con una risorsa principale, il Bilancino, così ridotta, il rischio concreto è di arrivare a dover affrontare una primavera e un'altra estate seriamente all'asciutto». Insomma, l'emergenza non sarà subito, ma in prospettiva.  Per risparmiare l'acqua garantendola a tutti, Publiacqua deve dosare la pressione con manovre complicate e diversificate da zona a zona. E questa operazione serve anche a limitare le rotture dei tubi (come quella che è avvenuta nei giorni scorsi a San Paolo di Prato), che vengono favorite dalla secchezza dei terreni. «La rete idrica è più fragile per gli sbalzi di temperatura e per i movimenti diversi del terreno - spiegano a Publiacqua - ma anche perché, con poca acqua, dobbiamo spingere di più e immettere più pressione. Per questo le squadre di operai stanno svolgendo un lavoro di distrettualizzazione. In poche parole, la rete viene divisa in più sezioni ed ad ogni sezione si assegna una pressione di riferimento in base a vari parametri: i consumi di quella zona, la presenza di aziende e così via. Se si assiste a dei cali improvvisi di pressione, è molto probabile che ci sia una rottura nelle tubature o un guasto. Un'opera che si rivela importante per ridurre le perdite». F.A.

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