La manifestazione
Incredulità e tristezza tra gli espositori: «Tante promesse, ma la verità è che non ci vogliono»
Zucca Barucca, ultimo atto
Michele Galardini
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Gente tra i banchi della Zucca Controlli a tappeto e multe, il mercatino chiude
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PISTOIA. Pistoia si è svegliata ieri mattina sapendo che il mercato della Zucca Barucca allestito sulla Sala sarebbe stato l'ultimo. Una decisione nell'aria per gli ambulanti, gli artigiani e i piccoli imprenditori che da diciotto anni a questa parte avevano riempito le domeniche cittadine con specialità gastronomiche tipiche, oggetti intagliati artigianalmente, abbigliamento e prodotti unici nel loro genere. Ne parlano con profondo dispiacere gli artigiani e gli ambulanti presenti nella piazza fin dalle prime luci dell'alba. Simona col suo banco di abbigliamento invernale ha sempre partecipato al mercatino, vedendosi nel corso degli anni sempre più pressata - afferma - dai controlli della polizia municipale: «Prima a Pistoia si facevano i mercatini anche sopra i tetti, ora l'amministrazione sta rovinando la città. «Per me questo è un mestiere, ho la licenza, pago le tasse e credo che sia giusto regolamentare questi eventi. «Stamattina ho già avuto dei problemi col metraggio del banco e nelle ultime due ore sono già passate due volanti della polizia, una dei carabinieri e i vigili a piedi. «Sembra quasi che per le nostre attività ci considerino dei delinquenti». Dopo le multe in serie nel periodo di Pasqua, con i vigili che avevano sanzionato gli ambulanti per oltre cinquemila euro, l'atto finale è giunto con la scelta del Comune, non più disponibile ad accogliere ambulanti sprovvisti di partita Iva. Un disastro - sostengono gli operatori - per i molti piccoli artigiani che partecipavano all'iniziativa solo per presentare i propri prodotti d'ingegno, con un margine minimo di ricavi. Come Daria che vende gli oggetti intagliati in legno d'olivo creati dal marito pensionato: «È davvero un peccato che il nostro mercatino sparisca. «Tutti erano contenti, dai negozianti del centro fino alle persone che venivano a vedere i prodotti esposti sui nostri banchi. «C'è molta tristezza; per me era un hobby, serviva solo a tirar su quei pochi spiccioli in più che facevano comodo in casa. «La pensione da operaio di mio marito non è molto alta». Gli espositori non capiscono perché si sia deciso di eliminare il mercatino se il problema era solo la regolamentazione per la partita Iva: buona parte degli ambulanti ne sono già provvisti. È il caso di Vincenzo, venditore di biancheria intima ricercata, borse di canapa e abbigliamento, che da dieci anni partecipa al mercatino vedendo inasprirsi sempre più le misure di controllo: «I vigili dovrebbero spiegarci con quale logica agiscono. «Addirittura se uno di noi entra dopo le 8 col camion per scaricare la roba deve pagare 10 euro di pedaggio nella Ztl. «Chi viene a lavorare in questa piazza si sente tartassato, soprattutto se, come nel caso della Zucca Barucca, l'evento non è organizzato da Confcommercio, Confesercenti o dalla Proloco, ma da una Onlus». Non se ne capacita nemmeno Giacomo, pistoiese, che da sei anni partecipa al mercatino: «Il problema è che l'amministrazione non capisce. «In queste domeniche la città è viva, c'è gente che viene apposta a Pistoia e che fa girare l'economia cittadina. «A Pasqua ci dissero che più banchini c'erano meglio era e poi hanno fatto partire i controlli a tappeto». Che questa sia una situazione paradossale lo confermano i tanti ambulanti che, durante l'anno, partecipano ad eventi in altre città, ad esempio a Vinci dove «danno addirittura un contributo e non fanno pagare l'elettricità», a Sesto Fiorentino dove «è il Comune stesso a promuovere fortemente questo tipo di attività» o a Scandicci, Comune che conta metà della popolazione di Pistoia, dove «si è fatto sì che venissero allestiti oltre cento banchini, mentre qui non arrivamo nemmeno alla metà».
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