Il Tirreno

Pistoia

Politica del personale del Comune ora i nodi vengono al pettine

Tommaso Braccesi   (ex vicesindaco)
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Tommaso Braccesi

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Dimettersi da vicesindaco del Comune di Pistoia, nel settembre 2009, fu scelta non facile. Per certi aspetti la affrontai con dolore. Fu scelta motivata da una netta divergenza rispetto al futuro della città e da un fattore tecnico: il ripristino strutturale degli equilibri di bilancio. Le dimissioni furono infatti conseguenza di un "no" che mi venne detto: la non applicazione delle misure di risanamento che io, assessore con delega al bilancio, proponevo. Riguardavano tre linee d'intervento: la drastica riduzione del debito (tetto massimo per l'utilizzo di mutui), la diminuzione delle indennità degli amministratori (compresi i nominati nelle aziende partecipate), la diminuzione della spesa di parte corrente (con un deciso piano di risparmi).  Queste tre misure erano integrate con un'altra scelta compiuta come assessore al personale: la riforma organizzativa dell'ente. Un lavoro che avevo costruito con fatica e che venne stoppato, ancora incompiuto, sul traguardo. Quel mio gesto fu un grido di allarme. Un grido che nessuno volle ascoltare. Ci fu chi parlò di "fulmine a ciel sereno", mentre altri tentavano di auto-convincersi che non esistevano i presupposti per pensare a problemi di bilancio nel Comune. Tutto, secondo loro, andava bene. Antipatico dirlo, ma purtroppo vero: adesso ho la riprova del valore di quel detto popolare secondo cui il tempo è "galantuomo".  In questi due anni le mie preoccupazioni sono state fatte proprie e condivise nientemeno che dalla Corte dei Conti, organismo più volte intervenuto con valutazione negativa sulla gestione finanziaria dell'ente. Dopo molte e ripetute segnalazioni inviate al Comune, la magistratura contabile adesso arriva a imporre il blocco delle assunzioni di personale: gesto forte e grave che certo scatenerà un contenzioso sulla interpretazione delle norme e delle cifre nonché ogni altro tecnicismo possibile, alimentando discussioni tecniche di scarsa utilità.  Il nocciolo della questione è invece solo politico: riguarda la riforma complessiva della struttura dell'ente e delle politiche di bilancio. Senza questo non si potrà uscire dalle difficoltà. Ma tutto questo è ormai rinviato alla responsabilità del prossimo sindaco che sarà eletto nella primavera 2012. Nel frattempo, colto il monito della magistratura contabile, sarebbe logico bloccare tutti i concorsi previsti o in essere, dei quali certo non vi è il carattere dell'urgenza, e trovare uno spiraglio solo per i bisogni veri e concreti come, ad esempio, la temporanea sostituzione di maestre in malattia.

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