Il Tirreno

Pistoia

Parla l'uomo aggredito: «Mi hanno preso a sassate»

Beatrice Faragli
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«Erano in quattro, tutti a volto scoperto. Avranno avuto dai 20 ai 30 anni, non di più. Uno di loro era molto più alto e robusto degli altri. Appena mi hanno visto scendere dalla macchina sono sbucati fuori dal vialetto interno e mi hanno lanciato in testa due massi».Vito Melani, cinquantacinquenne quarratino, da marzo residente a Casalguidi, è ancora sotto choc. Venerdì sera, quattro malviventi l'hanno aggredito di fronte al cancello della sua villetta, in via Pontassìo. «Sono arrivato a casa poco prima delle otto. Ho visto una Renault scura, uno di quei modelli recenti (Modus, ndr) - racconta - parcheggiata nel piazzale di fronte a casa.

Quella macchina sospetta - ripete - l'avevo già notata martedì ma non ho fatto in tempo a prendere la targa. Ieri (venerdì, ndr) l'ho rivista di nuovo. Ho subito pensato che fossero ladri così mi sono piazzato con la mia macchina dietro alla Renault, per bloccare ogni via d'uscita, e sono sceso. E' successo tutto in pochi secondi, forse quindici, forse trenta, non ricordo. Li ho visti arrivare dal vialetto. Loro erano all'interno della proprietà, io ancora fuori, nel piazzale. Non c'è stato contatto fisico diretto. Mi hanno subito tirato addosso i massi». Melani indica con le mani la grandezza delle pietre raccolte per terra e trasformate in un'arma dai balordi. Addosso porta i segni dell'aggressione: due ferite sul capo coperte da grandi cerotti bianchi. «Parlavano, dicevano qualcosa ma io non capivo - continua - Non so che lingua fosse, di sicuro non la nostra. Dopo essere stato colpito ho cercato immediatamente di suonare qualche campanello lì accanto e quando si sono affacciati i vicini, quei 4 sono scappati per i campi». Una fuga a piedi. La Modus infatti, incastrata dalla macchina del Melani, è rimasta lì, di fronte al cancello della villetta. Sembra che si tratti di un'auto rubata in Liguria, ma su questo non ci sono ancora conferme ufficiali da parte dei Carabinieri. «Non penso che volessero colpire direttamente me - continua la vittima - Probabilmente conoscevano gli orari della mia famiglia e la loro intenzione era quella di rubare in casa nostra. Ieri (venerdì, ndr) - spiega - sono rientrato un pò in anticipo. Ho accompagnato mia figlia a pallavvolo e poi sono tornato a casa giusto di passaggio prima di andare a mangiare una pizza fuori. Quando li ho visti - dice - ho pensato subito a mia moglie». Lei, Sandra Bellini, titolare di un notissimo negozio quarratino di parrucchieri in cui è impegnata insieme al marito, di lì a poco sarebbe arrivata in via Pontassio.

«Io lo sapevo - insiste Vito Melani - Se fosse stata coinvolta nell'aggressione non me lo sarei mai perdonato». «Sono preoccupato - ripete - sia per quello che è successo che per il futuro. E' una cosa che ti segna. Non è un film».L'uomo, venerdì sera, è stato portato all'ospedale del Ceppo di Pistoia per alcuni controlli. Intorno alle 22,30 è stato rimandato a casa con una prognosi di una ventina di giorni.Sul luogo dell'aggressione sono intervenuti i Carabinieri di Pistoia e delle stazioni di Casalguidi e Quarrata. Le indagini sull'accaduto sono in corso.

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