Sicurezza
Claudio Giagnoni, programmatore, firma lopera in libreria dal 1º dicembre
È pistoiese il libro sul "Trota"
Roberta Ripaoni
Con Facebook l'autore ha raccolto decine di "detti celebri"
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PISTOIA. Da Totti al Trota verrebbe da dire. Un po' di tempo fa, infatti, le frasi spiritose e i modi di dire affibbiati al Pupone per antonomasia sono diventati un successo editoriale. Chissà che la stessa sorte non tocchi anche a "Il Trota ha detto", antologia satirica liberamente ispirata al giovane Bossi e in uscita l'1 dicembre nelle librerie. A voler misurare la popolarità già raggiunta sul web, i pronostici sembrano scontati. Sì, perché il libro di barzellette del Trota, pubblicato da Aliberti Editore, non a caso lo stesso dell'ormai celebre "Spinoza", nasce direttamente da Internet e in particolare dall'idea di un giovane pistoiese. Lui è Claudio Giagnoni, poco più che trentenne, laureato in informatica, esperto di programmazione e appassionato di comunicazione in rete e di social network. E proprio da Facebook prende il via quello che, iniziato come un gioco, si è trasformato in un vero e proprio tormentone, fino a diventare un libro. «Il profilo Facebook è nato - spiega lui - un po' per curiosità e un po' per divertimento. Dai giornali, alla tv, a internet, sono stati diversi gli episodi raccontati dai media nazionali che negli ultimi tempi hanno avuto Bossi jr come protagonista, regalandone l'immagine di un rampollo in camicia verde, un po' sprovveduto e alle prese con situazioni imbarazzanti e gaffe. Da qui l'idea scherzosa di creare una pagina su Facebook, aperta a tutti, "Il Trota ha detto", appunto, dove ognuno potesse dare sfogo alla propria fantasia e fare un po' di satira sull'attualità, aggiungendo all'incipit iniziale barzellette e frasi umoristiche». E così è stato, tanto che ben presto è esploso un vero tam tam. La pagina di Facebook sul Trota ha iniziato a registrare un sempre maggior numero di accessi e di commenti, il fenomeno è scoppiato su Twitter e la notizia ha finito per essere ripresa da media del calibro di Repubblica, l'Espresso e Libero e addirittura da Lo Zoo di 105, il famoso programma radiofonico. Da "Il Trota ha detto che il Pil greco è 3,14" a "Il Trota ha detto 2 al commesso che gli ha chiesto il numero di scarpe", a "Il Trota ha detto che tra la Macedonia ed il Montenegro c'è il caffè", per fare alcuni esempi, sono tante le barzellette raccolte nel libro, alcune più ironiche e pungenti, altre più licenziose e grossolane, che concorrono a formare il campionario umoristico del figlio del Senatur, attualmente consigliere regionale in Lombardia. Oggi la pagina di Facebook conta quasi 50mila iscritti, una media di 300 nuovi utenti ogni giorno. Dietro tanto accanimento si nasconde un po' di malcontento generazionale? I figli del precariato contro i figli di papà? «La comunità che si è creata su Facebook - risponde Claudio - anche se affronta il tema in maniera leggera e scherzosa, è il risultato di un disagio diffuso tra i giovani di oggi e catalizza il malumore di una generazione dalla precarietà assoluta, che non vede di buon occhio i figli di papà e chi si conquista la poltrona grazie al cognome, piuttosto che alle capacità. Ecco perché l'idea di trasporne il contenuto dalla rete alla carta, per rappresentare, in maniera umoristica, la voglia comune di protestare contro un sistema-paese, dove purtroppo meritocrazia fa rima con utopia». Da questo laboratorio di idee nasce "Il Trota ha detto", esempio di come, negli ultimi tempi, esperienze nate sul web sono diventate fenomeni di massa e poi approdate nel mondo dell'editoria. La rete si fa sempre più piazza digitale: social network e blog sono la nuova frontiera della partecipazione civile e della controinformazione, più libera e aperta? «Penso che oggi - risponde Giagnoni - purtroppo, i media, la radio, i giornali e soprattutto la Tv sono spesso guidati da poteri forti e le notizie che arrivano all'utente finale sono adattate e riviste a seconda delle esigenze. Su Internet è diverso: almeno per ora ognuno può esprimere il proprio pensiero e le proprie opinioni. La differenza, insomma, è che i media sono di pochi e la rete è di tutti. C'è il rovescio della medaglia, la rete non è uno strumento privo di insidie, ma basta saper scegliere...».
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