Siamo in mano a degli incapaci
M.Q.
◗
Franco Guastini, storico dipendente della Breda «È una crisi peggiore di quelle del passato»
2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. «Questa crisi è peggiore delle altre: non per la sua entità economica, ma perché l'attuale classe politica e imprenditoriale e totalmente incapace di affrontarla». Così commenta la situazione del gruppo ferroviario italiano, Franco Guastini, storico dipendente AnsaldoBreda, dall'anno scorso in mobilità in vista del prepensionamento. È stato per anni coordinatore dell'rsu. In via Ciliegiole ha passato 34 anni. Ieri sera è stato ospite al programma di Michele Santoro "Servizio Pubblico", insieme a Diego Breschi, rsu Breda, che è intervenuto a nome dello stabilimento pistoiese. «In tre anni Pierfrancesco Guarguaglini ha guadagnato 14 milioni di euro - commenta Guastini - e negli stessi tre anni ha chiesto sacrifici su sacrifici ai propri dipendenti. Bisogna essere credibili per farlo, invece gli scandali che stanno emergendo in questi giorni non fanno che dimostrare il contrario. Non mi pronuncio da un punto di vista legale; di sicuro a livello politico e morale dovrebbe essere fatta tabula rasa degli stipendi dei vertici dell'azienda e dei dirigenti: si dovrebbero dimettere». Dal palco di piazza santi Apostoli Monica Mariani, rsu AnsaldoBreda Pistoia, ha lanciato un nuovo appello al governo: «È la politica, ora, che deve fare una scelta industriale per il nostro Paese: l'Italia non può campare solo di arte e agricoltura. È da oltre un anno che facciamo sacrifici, che paghiamo con la cassa integrazione responsabilità che non sono nostre, ma che vengono dall'alto». Il pericolo della vendita di AnsaldoBreda si somma anche ad altre ferite che nello stabilimento pistoiese sono ancora aperte. Una di queste, forse quella che ancora brucia di più, è la questione dell'amianto: «Io sono in Breda dal 1987 - spiega Giovan battista Grasso - e l'amianto me lo sono respirato, compreso quello del tetto: ebbene, a me non spetta neppure un contributo, né un indennizzo, niente di niente perché sono stato esposto "solo" 9 anni all'amianto, mentre per ottenere i contributi ne servono almeno dieci». In momenti come questi, in cui la prospettiva per i lavoratori, sono ulteriori sacrifici da scontare in termini di mobilità, cassa integrazione, esuberi, tutti i nodi vengono al pettine. Per Salvatore Abenante, da 20 anni dipendente Breda, la situazione peggiore sarà per i molti lavoratori delle aziende dell'indotto: «La colpa però - sostiene - è stata anche degli imprenditori dell'indotto che si sono adagiati su AnsaldoBreda, senza crearsi un'alternativa e che spesso non hanno neppure una fuori dei capannoni di via Ciliegiole».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
