Sicurezza
Centro edile acquistato dalla coop
Michele Galardini
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I soggetti dellintesa annunciata alla Cna Ipotesi rileva l'azienda Sant'Agostino che sarà rilanciata
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PISTOIA. Acquistata dalla cooperativa sociale Ipotesi la storica azienda pistoiese "Centro Edile Sant'Agostino" di Massimo Nesti, che manterrà il ruolo di direttore. Attraverso questa operazione, andata a buon fine grazie al fondamentale apporto della Cna e al finanziamento della Banca di Credito Cooperativo di Vignole, i due principali soggetti interessati hanno dato vita ad una sorta di joint-venture. Per la cooperativa "Ipotesi", che ha comprato l'azienda, l'obiettivo principale diventerà la produzione di risorse che nel futuro dovranno essere reinvestite nel sociale, slegandosi, in questo modo, della dipendenza dalle sole commesse pubbliche attraverso l'unione con un'importante realtà imprenditoriale, privata, che si appresta ad intraprendere questa avventura senza debiti e con un parco clienti già molto ampio e selezionato. Un modo molto diretto per permettere a persone socialmente disagiate di entrare nell'universo d'impresa, superando così quella che la stessa cooperativa chiama "l'emarginazione produttiva", una barriera invisibile che impedisce a queste fasce di popolazione, di cui fanno parte sia gli invalidi fisici che i tossicodipendenti o i minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare, di emergere da ambiti lavorativi ristretti e molto simili a "laboratori protetti". Annalisa Cipriani di Cna descrive l'operazione come un «concerto di due idee emerso da due mondi che lavorano con metodi diversi, il primo attraverso il sociale e il secondo attraverso l'imprenditorialità pura, e che si esprimerà sotto forma di circolo virtuoso per il territorio. Non si tratta di un'azienda che assume persone disagiate ma di un reale tentativo imprenditoriale volto alla creazione di ricchezza sia reale che culturale». Per Francesco Marcianò, presidente della cooperativa, «si tratta del primo tentativo a livello provinciale e forse anche regionale di intersezione fra queste due diverse tipologie di privato. Siamo partiti facendo da agenzia formativa per conto della Provincia secondo la legge 68 del 12 marzo 1999, "Diritti al lavoro dei disabili", e abbiamo creato la cooperativa nel 2008 per cercare di riparare la frattura esistente fra lavoro e fasce svantaggiate di lavoratori». Senza chiedere investimenti esterni, nemmeno alla stessa Cna che ha messo a disposizione solo la sua esperienza, la cooperativa si è gettata a pieno titolo nel famigerato "rischio d'impresa" che, per il momento, pare abbastanza solido grazie alle garanzie rilasciate da Fiditoscana, Mediocredito Centrale, Artigianato Toscana e alla Banca Popolare dell'Emilia Romagna che, oltre ai fidi, si è resa disponibile ad anticipare fatture. La cooperativa prosegue così il suo personale percorso che ha già dato buoni frutti sul territorio grazie ai tanti progetti realizzati in questi anni, ultimo dei quali "Dal parallelismo all'integrazione", convenzionato con la Regione Toscana.
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