Sicurezza
I risto-pub vivacizzano la zona, ma servono attività aperte per tutta la giornata
«Sala, un piano per le funzioni dei negozi»
Tiziana Gori
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Il comparto della SalaLa Confcommercio chiede di scindere le destinazioni d'uso dei fondi del comparto
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PISTOIA. Non solo una generica destinazione a commerciale per le attività del centro storico, ma una suddivisione tra commerciale e somministrazione, in modo da regolamentare una zona che rischia di avere una deriva senza ritorno. Confcommercio chiede al Comune di predisporre il piano delle funzioni, e scindere le destinazioni d'uso. Una scelta urbanistica che in questo momento, secondo l'associazione di viale Adua, sarebbe quanto mai opportuna. Negli ultimi anni stanno proliferando risto-pub che hanno vivacizzato non di poco la Sala, ma il rischio è che anche nel prossimo futuro queste siano le uniche attività pronte ad occupare i fondi chiusi e i commercianti che decidono di lasciare.
Un pericolo da evitare. Per vari motivi. «Crediamo - dice Marco Baldasserroni, coordinatore dei sindacati di Confcommercio Pistoia - che sia necessario avere una diversa regolamentazione degli accessi. Un fondo ora occupato da un negozio di generi alimentari si trasformerà in ristorante. È una tendenza che ha avuto da una parte risvolti positivi. Il centro è molto più vivace rispetto a qualche anno fa. A Pistoia, nelle sere d'estate, arrivano giovani anche dalle città limitrofe. Ma il filo è sottile e rischia di spezzarsi». Gli equilibri del centro e in particolare della zona della Sala si stanno spostando verso un certo tipo di attività. La Sala vive la notte, ripetono da mesi fruttivendoli, norcini, fornai. Di giorno è stata svuotata del prestigio che l'ha caratterizzata per secoli. Molto ha inciso la crisi, ma in parte anche scelte sbagliate o non fatte. Confcommercio rompe gli indugi. «Servirebbe un piano delle funzioni. Una scelta urbanistica che garantirebbe un futuro più equilibrato al comparto della Sala. Ne sarebbero tutelati i commercianti tradizionali, i ristoratori e anche chi nel centro abita». L'estate 2010 è stata segnata da polemiche feroci per la musica, gli orari di apertura oltre i limiti, la mancanza di bagni pubblici. Mesi di tensione tra istituzioni, esercenti e residenti, sono stati sanati dopo lunghi mesi di incontri tra le parti, ed hanno portato alla firma di un protocollo d'intesa per l'estate 2011.
«Ognuno ha dato qualcosa per favorire allo stesso tempo la vivacità del centro e la vivibilità dei residenti. Il punto - sostiene Baldasserroni - è che se non si tutela il centro, definendo quali sono le destinazioni che possono essere riservate al commerciale e quali alla somministrazione, vedremo i fondi vuoti di piazza della Sala e delle zone limitrofe invasi da risto-pub».
Un pericolo da evitare. Per vari motivi. «Crediamo - dice Marco Baldasserroni, coordinatore dei sindacati di Confcommercio Pistoia - che sia necessario avere una diversa regolamentazione degli accessi. Un fondo ora occupato da un negozio di generi alimentari si trasformerà in ristorante. È una tendenza che ha avuto da una parte risvolti positivi. Il centro è molto più vivace rispetto a qualche anno fa. A Pistoia, nelle sere d'estate, arrivano giovani anche dalle città limitrofe. Ma il filo è sottile e rischia di spezzarsi». Gli equilibri del centro e in particolare della zona della Sala si stanno spostando verso un certo tipo di attività. La Sala vive la notte, ripetono da mesi fruttivendoli, norcini, fornai. Di giorno è stata svuotata del prestigio che l'ha caratterizzata per secoli. Molto ha inciso la crisi, ma in parte anche scelte sbagliate o non fatte. Confcommercio rompe gli indugi. «Servirebbe un piano delle funzioni. Una scelta urbanistica che garantirebbe un futuro più equilibrato al comparto della Sala. Ne sarebbero tutelati i commercianti tradizionali, i ristoratori e anche chi nel centro abita». L'estate 2010 è stata segnata da polemiche feroci per la musica, gli orari di apertura oltre i limiti, la mancanza di bagni pubblici. Mesi di tensione tra istituzioni, esercenti e residenti, sono stati sanati dopo lunghi mesi di incontri tra le parti, ed hanno portato alla firma di un protocollo d'intesa per l'estate 2011.
«Ognuno ha dato qualcosa per favorire allo stesso tempo la vivacità del centro e la vivibilità dei residenti. Il punto - sostiene Baldasserroni - è che se non si tutela il centro, definendo quali sono le destinazioni che possono essere riservate al commerciale e quali alla somministrazione, vedremo i fondi vuoti di piazza della Sala e delle zone limitrofe invasi da risto-pub».
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