Sicurezza
Il Sel: basta con gli inceneritori
Michele Galardini
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Andrea Pacini Bocciate le proposte contenute nel Piano interprovinciale sui rifiuti «Meglio insistere sul potenziamento della raccolta porta a porta»
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PISTOIA. Sinistra Ecologia e Libertà di Pistoia dice "no" ad ulteriori incentivi per la costruzione e il potenziamento di inceneritori in territorio toscano. Andrea Pacini, coordinatore provinciale, e Giuliano Ciampolini, responsabile del forum "Bene comune e ambiente" di Sel, chiedono che venga rivisto e modificato il Piano interprovinciale dei rifiuti presentato martedì mattina a Firenze, che interesserà i comuni e le province di Firenze, Prato e Pistoia. La proposta di potenziare l'incenerimento, osteggiata da Sel che la ritiene "del tutto esagerata e inaccettabile", prevedrebbe un aumento della mole di rifiuti accolti negli inceneritori entro il 2015 che, a livello metropolitano per Pistoia, costringerebbero gli impianti a dover smaltire non più 50-70 mila tonnellate l'anno ma addirittura 250-280 mila, con un investimento di circa 200 milioni di euro per adeguare gli impianti già esistenti e crearne di nuovi e un naturale, ma non tralasciabile, peggioramento della qualità dell'aria. Due le controproposte presentate dal partito: l'incremento della raccolta differenziata porta a porta e la deassimilazione dei rifiuti derivanti dalle attività produttive, per raggiungere un orizzonte di "rifiuti zero" che però, in questo momento di transizione, sembra non essere ancora attuabile. «La quantità di rifiuti nell'Ato "Toscana Centro" - secondo Ciampolini - è di un milione di tonnellate l'anno, circa 670 kg l'anno per persona. Se si partisse con convinzione con la raccolta porta a porta si riuscirebbe a ridurre l'impatto annuale a circa 570 kg pro capite». I problemi non sembrano però finiti qui e, infatti, a monte di queste richieste sta anche la scarsa fiducia nei confronti dei soggetti che dovrebbero attuare il piano interprovinciale. «I tecnici che hanno elaborato il piano - prosegue Ciampolini - sono a loro volta dirigenti delle tre aziende responsabili della gestione dei rifiuti, ovvero Quadrifoglio Spa, Asm Spa e Publiambiente. Purtroppo hanno mantenuto una mentalità conservatrice per quanto riguarda il trattamento dei rifiuti».
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