Il dolore
Hotel, una piaga l'abusivismo
Tiziana Gori
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A lato, Fratoni. Sopra Chelucci davanti al suo albergo, Arcobaleno Persi cento alberghi anche per la concorrenza sleale
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PISTOIA. Cento alberghi in meno in dieci anni. Sui 350 alberghi a 2 e 33 stelle presenti nel 2001 cento hanno chiuso i battenti, sconfitti dalla crisi e dalla concorrenza. Concorrenza non sempre leale. «Basta andare su internet e trovi offerte di camere a prezzi vantaggiosi. Solo che l'offerente non ha la partita Iva, non ha fatto investimenti per la sicurezza e nemmeno la certificazione degli impianti. È l'abusivismo il grande nemico». Il primo nemico da combattere. A lanciare l'appello per una lotta senza tregua agli esercenti abusivi è Riccardo Chelucci, consigliere nazionale di Asshotel e presidente provinciale dell'associazione che fa capo a Confesercenti. Chelucci, proprietario del ristorante-albergo Arcobaleno a Sammommè, dal 2008 gestisce la residenza d'epoca Niccolò Puccini: 22 camere - 2 bed & breakfast - nei palazzi Puccini e Sozzifanti. Se lavorare in centro è difficile ma sta dando i suoi frutti - nonostante crisi e progettualità da coltivare con gli enti locali - il vero "grande malato" per Chelucci è la montagna. «Mancanza di infrastrutture, la vicenda-Porrettana, l'Asl che ridimensiona l'ospedale Pacini di San Marcello, uffici postali che chiudono nelle frazioni. E ancora, scarsi finanziamenti a fondo perduto e le banche che non fanno credito. Non è un bel momento. Questo nonostante la montagna si stia ripopolando». Per il turismo potrebbe esser fatto molto di più, rilancia Chelucci, che in prima istanza chiede un'azione continua di controllo contro le attività abusive: «I dati ufficiali dicono che a fronte di un'offerta ufficiale di 14mila strutture ricettive regolari in Toscana, ce ne sono altre 14mila abusive. La metà. Strutture che non esistono per la legge 42/200, quella che disciplina il settore». L'abusivismo ha contribuito alla chiusura di tante piccole attività. «I numeri chiariscono che ad essere in crisi non sono gli alberghi a 4 e 5 stelle, ma i piccoli hotel. In provincia hanno chiuso in cento su 350 dal 2001 ad oggi. Gli alberghi di qualità lavorano, ma i loro ricavi sono diminuiti del 30% negli ultimi anni. Questo perché, per essere concorrenziali, praticano tariffe da 2-3 stelle». Anche bed & breakfast e agriturismi sono triplicati negli ultimi 5 anni. «Senza che sia cresciuta l'occupazione. E anche questo è un dato che deve far riflettere». Abusivi a parte, l'analisi di Chelucci sulla realtà pistoiese non è negativa. Anzi. E non considera una catostrofe per la promozione turistica la chiusura dell'Apt: «Con la scomparsa delle Apt e l'accentramento delle iniziative su Toscana Promozione, la Regione ha risparmiato 13 milioni di euro. Si cerca di spendere il meno possibile, e la logica privata non è, a mio avviso, sbagliata. Sono stati creati una decina di tavoli tematici. Province e Camere di Commercio delle singole città sono invitate a fare le loro proposte, e sono queste che - se ritenute valide - vengono finanziate. Non mi sembra una cattiva logica. Nei giorni scorsi, ad esempio, ho preso parte allo Sky Pass di Modena. La Regione ha finanziato con 150mila euro la partecipazione alla fiera degli imprenditori montani. Per l'ente di Rossi era una piccola cifra, ma l'esperienza per noi è stata positiva». Un plauso alla presidente della Provincia Fratoni, che secondo Chelucci «sta lavorando bene con poche risorse a disposizione», la constatazione che il turismo d'arte sta portando buoni risultati a Pistoia, e poi le note dolenti. «Più eventi, ne abbiamo bisogno. In questo, dobbiamo migliorare la nostra progettualità con le istituzioni. E poi fare qualcosa a livello di area metropolitana: manca, ad esempio, un polo espositivo importante. Non possiamo definire tale la Fortezza da Basso, impaludata nel centro di Firenze, né tantomeno l'area ex Breda di Pistoia. E serve un centro congressi all'altezza. Adesso le multinazionali si muovono anche da Singapore per partecipare ad un congresso di settore. Ci serve un centro congressi moderno a livello internazionale».
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