Sicurezza
Senza stipendio i lavoratori Rsm
Beatrice Faragli
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I lavoratori Rsm manifestano davanti alla Provincia Sotto, Gargini Sindacati e rsu dell'azienda di Montale incontrano il nuovo direttore
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MONTALE. Senza stipendio da 2 mesi e in stato d'agitazione i 42 dipendenti della Rsm di Montale. Il piano di recupero del gruppo lombardo Inalco, a cui l'azienda fa capo insieme alla Infra di Ponte alla Pergola, è stato un buco nell'acqua. Stasera le organizzazioni sindacali e le rsu incontreranno il nuovo direttore delle aziende pistoiesi per parlare di prospettive future e retribuzioni in bilico. Probabilmente verrà chiesto un altro confronto con l'ad del gruppo societario milanese, Giovanni Cipolletti. Quello di novembre infatti, secondo l'accordo di rientro firmato nel maggio scorso, avrebbe dovuto essere il mese del pareggio e invece la busta paga d'agosto è stata saldata solo pochi giorni fa e quelle di settembre e ottobre sono ancora nel calderone degli arretrati. «A meno che entro due giorni non avvenga un miracolo - commenta, con amarezza, Michele Gargini della Filctem Cgil - la situazione resta preoccupante». Alla Rsm, azienda di ricerca nel settore chimico-farmaceutico che, in pratica, sperimenta ciò che poi la Infra di Ponte alla Pergola produce, è in atto, dal dicembre 2010, il contratto di solidarietà per la maggior parte dei lavoratori; una decina, invece, i dipendenti impegnati ancora a pieno regime. Per gli uni e gli altri, da mesi, i soldi non arrivano e molte famiglie, in attesa del dovuto, sono con l'acqua alla gola. «Domani sera (stasera, ndr) incontreremo il nuovo direttore di Rsm e Infra - dice Gargini - per chiedere come mai, ad oggi, non è stato completato il piano di recupero degli arretrati». Il confronto però sarà incentrato soprattutto sul futuro dei dipendenti: cosa intende fare Inalco? «Questo silenzio non ci tranquillizza - continua il sindacalista -. Sappiamo che potrebbero entrare nuovi soci ma nessuno, ancora, c'ha dato delle risposte precise». Già in primavera le voci insistenti sul lavoro in arrivo da alcune multinazionali avevano portato le organizzazioni sindacali a firmare un dilazionamento degli arretrati sudato e sofferto. Un piano diventato carta straccia. E d'altra parte gli stessi dipendenti Rsm e Infra erano stati i primi a nutrire dubbi sulle prospettive assicurate dal gruppo lombardo. «Ogni data - avevano ripetuto i lavoratori durante lo sciopero del 25 agosto scorso - viene disattesa». Le promesse di saldo dello stipendio slittano puntualmente e tengono col fiato sospeso più di una settantina di persone tra i 42 dipendenti di Montale e i 31 (in cassa integrazione a rotazione dal giugno 2011) di Ponte alla Pergola. Per le due aziende pistoiesi del settore farmaceutico, a settembre, è stata chiesta anche l'unità di crisi in provincia: un tentativo senza grosse conquiste nè svolte decisive. Cipolletti infatti, nell'occasione, non ha concordato la cassa integrazione completa per i lavoratori Rsm chiesta dai sindacati. La situazione, dopo lo stato d'agitazione proclamato nelle aziende, gli scioperi estivi e il tavolo di confronto pistoiese, è rimasta critica.
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