La manifestazione
Lupi e cinghiali cercano cibo a valle
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Un esemplare di lupo Cacciatori e ambientalisti: «Colpa del clima»
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PISTOIA. La ricerca di cibo e acqua per la prolungata siccità e per il flagello del cinipide del castagno. Queste, secondo i cacciatori, le cause principali della discesa a valle di animali selvatici come i cinghiali. Qualche riserva, invece, sul lupo avvistato a Torbecchia che, secondo Moreno Mencarelli direttore dell'Atc, «andrebbe verificata perché potrebbe trattarsi di un cane inselvatichito». «E' invece assodato che molti cinghiali e altri animali selvatici stanno occupando zone non loro, fino a portarsi alle porte della città - spiega Mencarelli - Questo nonostante proseguano incessanti le battute di caccia di selezione da parte di 32 squadre di cinghialai, ben 2200 cacciatori all'opera. C'è un'interruzione della catena alimentare e gli animali vengono a cercare il cibo fino alla pianura. Noi possiamo agire solo su segnalazione, i cacciatori devono muoversi con cautela in zone vicine alle abitazioni e non possiamo intervenire a tappeto. Due anni fa c'erano dei branchi di cinghiali vicino a Massa e Cozzile, la cui presenza è stata ripetutamente segnalata e con danni tangibili, e siamo riusciti a venirne a capo insieme alla polizia provinciale». Quanto al lupo, Mencarelli fa notare che «è una specie protetta e difficilmente può fare danni. Anzi, visto che è un predatore può aiutare a eliminare il proliferare di cervi e cinghiali». Su quest'ultimo aspetto, Mencarelli si trova in sintonia con Lorenzo Lombardi, verde ambientalista, che ha posizioni molto distanti, invece, su altre cose. «Il problema è duplice e in entrambi i casi c'è di mezzo l'intervento dell'uomo che ha scombussolato l'orologio biologico della fauna selvatica - dice Lombardi - Il primo aspetto è quello legato ai cambiamenti climatici e l'andamento anomalo di questa stagione è sotto gli occhi di tutti. C'è poi l'utilizzo sempre più massiccio del territorio e la cementificazione, che riducono lo spazio e gli animali se lo vanno a cercare altrove. Se questi sono i motivi ambientali, c'è anche l'aspetto dell'inutilità della caccia, che anziché ridurre, favorisce il proliferare di animali: vengono immesse specie più prolifiche, come è avvenuto per il cinghiale ungherese e la mini-lepre, e i branchi esistenti vengono continuamente foraggiati. Oggi questo non è più ammesso, ma si continua a fare caccia di selezione come unico rimedio per il proliferare dei cinghiali: ciò è un paradosso ed evidentemente come rimedio non funziona». F.A.
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