Il Tirreno

Pistoia

Cutigliano senza tv da 2 settimane

Elisa Valentini
Grandi ripetitori per la ricezione del segnale tv
◗
Grandi ripetitori per la ricezione del segnale tv

Cresce la protesta: «Colpa del ripetitore, si sapeva e nessuno ha fatto nulla»

2 MINUTI DI LETTURA





 CUTIGLIANO. Circa 780 famiglie residenti, un'economia al 90% turistica, migliaia di presenze annue e 2 settimane di blackout televisivo quasi totale. È la fotografia di Cutigliano 14 giorni dopo il fatidico switch-off che, assieme al segnale analogico, si è portato via quasi tutti i canali tv.  Mediaset e La 7 restano un sogno proibito e la scelta, per chi non ha la parabola, è limitata a Rai1, Rai2, Rai3 e Rai News. A farsi portavoce della protesta è Romano Biolchini, titolare del Caffè Italia e storico riferimento per questioni inerenti la tv (compreso il calcio su maxischermo) ed i ripetitori. «Il disservizio deriva dall'inerzia delle Amministrazioni - esordisce Biolchini -le precedenti conoscevano il problema Roncobroccioli, questa non ha colto, nel passaggio al digitale, l'occasione per regolarizzarlo».  Il citato ripetitore funziona come uno specchio che replica il segnale fino a zone altrimenti scoperte. Dalla sua disattivazione, ora obbligatoria per i ripetitori non regolari, dipenderebbe il blackout. «Cutigliano ha una situazione strana per l'accesso all'informazione radio-televisiva - spiega - da 40 anni i residenti si sono autotassati per predisporre un impianto (già realizzato dal Comune per la parte strutturale e da privati per quella tecnica) che riceve il segnale da Firenze e lo irradia coprendo il nostro territorio per l'80% senza trasformare le frequenze. Nonostante ci fossimo premurati, con contributi degli abitanti, di eseguire le trasformazioni ed acquistare le apparecchiature per il passaggio al digitale, ci è stato vietato di utilizzarlo».  L'argomento fu discusso, su richiesta di Biolchini, in consiglio comunale a primavera. «Non sappiamo neanche come fare per renderlo sfruttabile nonostante da tempo avessimo espresso il desiderio di denunciarne l'esistenza - prosegue Biolchini - gli organi preposti rincorrono l'accesso ai contributi: 20mila euro al massimo, pochi per un nuovo impianto. Perché perseguire questa strada lunga, spendendo risorse che non ci sono quando è tutto pronto e disponibile? Un nuovo ripetitore servirebbe al limite per Casotti, Ponte Sestaione e Pianosinatico con storici problemi di copertura. L'amministrazione non vuole il proliferare di parabole per motivi di immagine: rendere presto disponibile il digitale servirebbe anche a questo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web