Attenzione
Protesta: uomini e donne ricoverati nelle stesse camere
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Uomini e donne insieme in alcuni reparti dell'ospedale. Non è la singolare proposta del nuovo ministro alla Sanità, ma quanto sta avvenendo alla traumatologia dell'ospedale del Ceppo. L'alternativa, spostare i pazienti di un sesso - maschi o femmine - in ospedali fuori Pistoia, sarebbe ancora peggiore, spiega l'Asl. Ma la Cisl protesta.«Ci risulta che presso la traumatologia dell'ospedale del Ceppo - incalza il sindacato - sia già iniziata l'attivazione della promiscuità delle camere. Ci sono due uomini e una donna ricoverati nella stessa stanza e con un solo separè laterale. Ovviamente tutto ciò lede la privacy e la dignità dei ricoverati e va a modificare le abitudini di ricovero dei pazienti stravolgendo anche un modo culturale di affrontare la malattia in una delicata fase come quella del ricovero ospedaliero».«Non si può non riscontrare anche un grave imbarazzo nel personale deputato all'assistenza - chiude la Cusl - per questa "innovativa soluzione", che peraltro non trova riscontro in altre zone della Toscana e che non è stata minimamente pianificata con il personalee né tantomeno è stata data informazione all'utenza». L'Asl replica che negli ospedali della provincia, oltre al Ceppo anche quello di Pescia, le camere miste sono casi eccezionali. E che la decisione avviene nel rispetto del protocollo applicato per garantire le cure ed evitare trasferimenti in altri ospedali. «La predisposizione di divisori (tende) interni alle stanze di degenza, dai quali ottenere una totale separazione tra i posti letto, è motivata dalla stesura dei piani relativi alle emergenze cliniche e tecnologiche, nei quali si ipotizza un massiccio afflusso di ricoveri in tempi brevi che potrebbe giungere a provocare una grave carenza di posti letto in una struttura che - nell'ordinario - privilegia il ricovero in area (area medica, chirurgica eccettera)». Il limite provocato dalla differenza di sesso potrebbe, per assurdo, portare ad avere una sola donna ricoverata in una stanza con quattro letti e tre uomini da dover inviare in ospedali vicini. «E' chiaro - prosegue l'Asl 3 - come la possibilità di adattamento delle stanze mediante separazioni nette tra i letti sia rivolto a poter risolvere situazioni critiche e non certo all'utilizzo nella ordinaria attività». «La nostra volontà - è quella di garantire l'assistenza ai pazienti nei nostri ospedali ed evitare i trasferimenti - chiariscono Elisabetta Cortesi e Roberto Biagini, rispettivamente direttori dei presidi ospedalieri di Pescia e Pistoia - si tratta di situazioni eccezionali, che si verificano raramente e di cui siamo per primi dispiaciuti, tuttavia si risolvono in tempi brevi e sempre nel pieno rispetto della riservatezza dei ricoverati».
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