Il Tirreno

Pistoia

Costruiamo alternative a piazza della Sala

Luca Giuntini
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Lo studente Filippo Gruni, sopra giovani alla Sala

«La biblioteca S. Giorgio non basta, servono spazi di aggregazione»

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PISTOIA. «In questi ultimi anni la situazione è migliorata, il terreno è diventato fertile. Bisogna cogliere l'occasione e continuare a piantare idee buone, solo così tra un paio di anni potremo raccogliere i frutti di quanto seminato». Siamo nella città delle piante, a parlare però non è il vivaista di turno ma Filippo Gruni, pistoiese di 27 anni, libero professionista, un tipo al quale non piace piangersi addosso. «Pistoia - dice - è una città ricca di potenzialità e per sfruttarle devono realizzarsi due cose: ragazzi con idee costruttive, e una città ricettiva che sappia dare ai giovani gli strumenti adatti per realizzarle».

Per realizzare una Pistoia più a misura di giovane da dove cominceresti? «In questa città mancano spazi di aggregazione, dove potersi ritrovare, parlare. La biblioteca San Giorgio è l'unico luogo del genere al momento: ho imparato a conoscerla perché quando ero studente venivo spesso per studiarci e ritrovarsi con gli amici: c'è il bar, lo spazio all'aperto, le sale lettura. È un bel posto, è molto frequentata e i ragazzi pistoiesi hanno imparato ad apprezzarla col tempo».

Anche la Cattedrale accanto alla San Giorgio, nell'area ex Breda, nascerà, nelle intenzioni, come spazio di aggregazione. «Sì è vero, l'obiettivo è quello e l'idea è interessante, ma dovremo vedere come risponderà la città. In linea generale però lo sviluppo urbanistico pensato nella zona di Pistoia Nuova manca proprio di questo: ci saranno negozi e uffici, ma non ci saranno né una piazza né spazi verdi, luoghi di aggregazione».

Un possibile spazio di aggregazione non sfruttato quale potrebbe essere? «Piazza della Resistenza. Logisticamente è strategica perché è facilmente raggiungibile sia dal centro che da fuori città, in più ci sono molti parcheggi vicini e locali intorno. Deve essere posta però al centro di un progetto a medio-lungo termine che punti alla rivalutazione dell'area, con il pieno appoggio dei residenti. Potremmo partire con l'installazione di più punti luce per dare una maggiore idea di sicurezza e fruibilità alla piazza. Perché non costruirci un piccolo anfiteatro o un palco che permetta alle band musicali di esibirsi d'estate? Ora come ora, piazza della Resistenza è vissuta solo di giorno da bambini e anziani. È un peccato non valorizzare appieno un posto così bello».

L'area di Monteoliveto però è stata valorizzata. «Valorizzata per chi? Mettendoci un chiosco e qualche luce si aspettano che i giovani vadano in un'area completamente slegata dal centro? Almeno la Sala è inserita nel centro storico».

A proposito di Sala. Quando si parla di Pistoia e di giovani è l'unico posto centrale che viene in mente dove i ragazzi possono ritrovarsi. «Il problema è proprio questo: non ci sono alternative alla Sala. La sera o vai in un pub oppure sulla Sala. Per questo parlo del bisogno di spazi di aggregazione, da poter frequentare anche e soprattutto la sera. Anche in una città piccola come Pistoia dovrebbero essercene di più: invece o piazza della Sala o niente. Mi concentrerei su questo piuttosto che sulle polemiche tra residenti e frequentatori».

Perché tu da che parte stai? «Dico che entrambi hanno ragione e torto allo stesso tempo. I residenti hanno tutto il diritto di poter dormire in pace la notte e di non trovarsi cocci di bottiglia e urina fuori dalla porta di casa, però dovrebbero essere più elastici: abitano pur sempre in centro storico, non in campagna, è normale ci sia un po' di confusione, spesso poi utilizzano gli schiamazzi come pretesto per sollevare polemiche».

E i giovani che scusante hanno in questa polemica? «Dato che la Sala è l'unico posto dove poter passare una serata all'aperto è chiaro ci sia confusione. Allo stesso tempo servirebbe maggiore civiltà, perché l'assenza di bagni pubblici non è una scusante al degrado».

A proposito di centro storico l'idea comune è che Pistoia viva davvero soltanto durante il Festival Blues: che ne pensi? «Penso che dobbiamo metterci d'accordo su cosa intendiamo per "vivere". Se per vita intendiamo il caos, allora sì, perché durante il Blues sia sulla Sala che in piazzetta Romana ce n'è tanto. Secondo me Pistoia non è viva soltanto durante il Blues: in questi ultimi anni sono stati organizzati eventi molto interessanti come Dialoghi sull'uomo, il Puf e gli eventi musicali al Villone Puccini. Il Pistoia Festival Underground ad esempio ha avuto il grande merito di rivalorizzare e far riscoprire a tanti giovani lo spazio della sala da ballo del Bottegone dove si sono tenuti i concerti. Spero che eventi come questi diventino manifestazioni fisse nel cartellone pistoiese, altrimenti rimarranno delle gocce nel mare».

Musica e goccia nel mare: c'è il problema della mancanza di sale prove a Pistoia. «C'è solo il Mèlos come spazio musicale e il Centro Giovani della Diocesi. Troppo poco».

Altra cosa che manca alla città qual è? «La copertura Adsl. Ci sono ampie zone della città, e non parlo di aree periferiche, che sono scoperte. Poter accedere liberamente alla rete invece dovrebbe essere un diritto acquisito».

Nel derby della movida con Prato secondo te chi vince? «Sono città diverse, certo Pistoia da dieci anni a questa parte ha fatto molti passi avanti in quanto a vivacità della vita notturna. Una cosa però dai cugini pratesi andrebbe presa in prestito: hanno saputo rivalorizzare un'area industriale come quella del Macrolotto ed altre zone periferiche aprendo locali importanti. Noi dovremmo fare altrettanto nella zona di Sant'Agostino. Il problema resta la mentalità un po' "provinciale", che non sempre è un male».

In che senso? «Nel senso che in una città piccola o medio piccola come Pistoia è più semplice coltivare relazioni interpersonali, è più semplice ritrovarsi tutti insieme per partecipare alla vita della città e contribuire a cambiarla. Gaber diceva che "vivere è partecipazione". Ecco, è questa la vera rivoluzione culturale».

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