Il Tirreno

Pistoia

La banca è il principale creditore del consorzio: la seconda proroga scade il 30 gennaio 2012

Cii, Montepaschi chiede il fallimento

Un vecchio sopralluogo del Cii all’ex Sedi di Campotizzoro
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Un vecchio sopralluogo del Cii all’ex Sedi di Campotizzoro

L'unica salvezza è legata al progetto di valorizzazione dell'ex Sedi

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 PISTOIA. Al Monte dei Paschi hanno finito le scorte di pazienza. Nei giorni scorsi la banca senese ha depositato una richiesta di fallimento per il Centro impresa innovazione (in sigla Cii), la società pubblico-privata che aveva il compito di coordinare la reindustrializzazione dell'area ex Sedi di Campotizzoro e che dal giugno scorso si trova in liquidazione.  L'attuale liquidatore del Cii, Antonio Pileggi, aveva strappato a settembre una proroga per la liquidazione fino al 30 gennaio 2012, dopo quella già concessa lo scorso marzo. Un atteggiamento comprensivo del giudice delegato che si spiegava con due circostanze: l'esistenza di un progetto di valorizzazione dell'area ex Sedi e, contemporaneamente, l'attendismo (finora) del Monte dei Paschi, principale creditore del Cii (3,5 milioni su 5,5 totali di debiti).  La cose, però, sono cambiate, come detto in apertura. Il Monte dei Paschi si è unito ai due creditori minori che lo avevano già fatto, chiedendo il fallimento del Cii. A questo punto, verosimilmente, il giudice non potrà che procedere, una volta che la scadenza del 30 gennaio sarà raggiunta.  A questo punto diventa fondamentale che il progetto di valorizzazione dell'area ex Sedi bruci le tappe ed entro la scadenza di fine gennaio acquisisca una fisionomia definita. Al momento se ne conoscono le grandi linee: l'idea è quella di realizzare nell'area un centro di eccellenza per la promozione delle energie rinnovabili al servizio della montagna. Una struttura proiettata verso il futuro, verso quella "green economy" che tanto spesso viene evocata quando si parla delle possibili strategie future di sviluppo di un territorio.  Un polo del genere occupererebbe un paio di capannoni, con una operazione del valore di almeno 1,2 milioni. A metterci le risorse potrebbero essere investitori privati, ma soprattutto enti pubblici come Regione, Provincia, Camera di commercio eccetera. Se questa operazione si concretizzasse, è già pronta una cordata di imprenditori locali che a quel punto si farebbe carico dell'acquisizione dell'intera area ex Sedi.  All'operazione ha lavorato a lungo il commissario liquidatore Antonio Pileggi, che punta tutto sul buon esito dell'operazione centro di eccellenza. Un'operazione che, messa su binari sufficientemente solidi, potrebbe rappresentare anche per i creditori più robusti una sufficiente garanzia, tale da evitare lo stop alla liquidazione.  A questo punto, però, le intenzioni - anche quelle buone - non bastano più. Occorre che il progetto venga definito in modo più puntuale e che privati ed enti pubblici passino dagli impegni di massima a quelli concreti, nero su bianco. F.Cl.

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