Il Tirreno

Pistoia

È l’effetto dell’ordinanza quest’anno anticipata rispetto al consueto

A ruba le catene da neve

Auto e bus fuori strada durante la nevicata del 17 dicembre 2010
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Auto e bus fuori strada durante la nevicata del 17 dicembre 2010

Difficile trovare anche le gomme adatte alle intemperie

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 PISTOIA. Catene da neve che scarseggiano e gomme termiche introvabili o quasi. Questo l'effetto delle ordinanze antineve, quest'anno notevolmente anticipate rispetto al consueto. E a poco è servita la proroga della Provincia, che ha posticipato al 10 dicembre l'ordinanza che obbliga di viaggiare con catene a bordo gomme da neve sulla maggior parte di strade extraurbane del territorio.  I pistoiesi, come molti toscani, non hanno preso sottogamba questi nuovi obblighi, anche perché le sanzioni sono piuttosto salate. Ma hanno dovute conciliarle con la crisi economica e i portafogli vuoti. La conseguenza è che la maggior parte ha optato per le più economiche catene, che sono andate a ruba.  «Dipende molto dalle misure, qualcosa si trova ancora - dice Giulio della rivendita Magazzini dell'Auto -. Sicuramente ci sono state una richiesta e una vendita eccezionale rispetto agli anni scorsi. L'ordinanza così anticipata ha spiazzato noi rivenditori, ma anche le ditte costruttrici: nessuno ci ha avvertito per tempo, per cui la disponibilità inizialmente era la stessa degli scorsi anni».  Nei negozi specializzati arrivano a fatica altri rifornimenti, nonostante la richiesta dei rivenditori. «I prezzi vanno da 50 a poco più di 100 euro, ma la gente vuole spendere poco, giusto per mettersi in regola sperando di non doverle mai montare, in barba alla qualità».  La situazione cambia notevolmente per gli pneumatici termici: in questo settore emergono altri problemi. Si ha la sensazione che le gomme da neve vengano acquistate prevalentemente da automobilisti più avveduti e disposti a spendere, magari perché frequentatori di stazioni sciistiche e abituati a viaggiare in montagna. «Adesso si trova ben poco - dice Ettore Neri, titolare della Bubi Gomme - ma non che quest'anno sia molto diverso dagli altri anni. Sapevamo delle ordinanze, in molti comuni italiani e all'estero è così da anni. Sono finite le scorte delle marche più diffuse, come Pirelli e Michelen e gli pneumatici per le auto più comuni. Sono rimasti più che altro prodotti per autoveicoli particolari, come i Suv e i fuoristrada, gomme che hanno un certo prezzo e va cambiato anche il cerchione. Ma la gente ci sta più attenta, i soldi non ci sono». E i prezzi salgono, ma non soltanto perché vengono venduti per primi i prodotti a basso costo. «Quest'anno i prezzi sono aumentati già sei volte - ammette Neri - ma il problema è anche un altro. La produzione viene effettuata in estate per vendere a settembre-ottobre, ma in Italia nessuno è disposto a tenere i magazzini pieni, per cui si cerca di tenere l'indispensabile. Quando finiscono le marche più economiche, si richiedono all'estero ed è anche per quello che i prezzi salgono». F.A. Altro servizio a pagina 3

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