Il Tirreno

Pistoia

La Caritas scuote politici e parrocchie

Volontarie pronte a servire alla mensa della Caritas
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Volontarie pronte a servire alla mensa della Caritas

Il direttore Suppressa: mancano risposte istituzionali coerenti

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 PISTOIA. Sta tutto nel titolo scelto dalla Caritas per il dossier 2011, "Mani sporche- Coltivando la speranza", il monito che il direttore Marcello Suppressa e il suo vice don Paolo Tofani hanno lanciato, chiedendo un urgente cambiamento nella lista delle priorità a chi amministra il bene pubblico e alle stesse comunità ecclesiali.  Richieste che, a dir la verità, non sono affatto nuove ma evidentemente le risposte attese finora non ci sono state.  Se la congiuntura economica incide, il direttore della Caritas non fa sconti alla politica quando parla di "mancanza di risposte istituzionali coerenti, efficienti e condivise" come cause della povertà diffusa. «La povertà materiale - ha detto - è figlia dell'attuale stagione politico/istituzionale. Istituzioni deboli non sono state adeguate alla mutata realtà sociale. In questo quadro esteso all'Italia, il territorio pistoiese non è immune dalle difficoltà».  La dipendenza dai centri per un numero sempre maggiore di cittadini è, per Suppressa, legata alle «insufficienti politiche locali su servizi sociosanitari, per il lavoro e per la casa». Se oggi mancano le risorse a causa dei tagli governativi, Suppressa interroga le istituzioni sulla mancata ottimizzazione delle risorse nel passato e sulla mancata mappatura dei possibili sprechi attuali. Suppressa ha ricordato anche le buone prassi che ci sono, citando il recente progetto "Affitto sicuro" dove Caritas, Comune, Cgil e Sunia sono impegnate accanto a chi ha problemi abitativi, ma ha concluso che «il pubblico deve vedere nel privato sociale un alleato e non un amico da accontentare».  Passionale, come sempre, la lettura pastorale di don Paolo Tofani che ha ricordato come Chiesa e comunità cristiana non possano delegare alla Caritas, l'accoglienza e l'aiuto. «I bilanci delle parrocchie - ha detto - devono essere segno di attenzione alla povertà e alle prassi di sobrietà». Intervento che il vescovo Bianchi ha sottoscritto, ricordando l'impegno preso per l'apertura di un tavolo sui problemi del lavoro. E. P.

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