Il Tirreno

Pistoia

La direzione aziendale replica all’intersindacale dando una lettura diversa dei dati

«Sulle fughe i medici sbagliano»

L'Asl 3: i numeri vengono usati in modo distorto e non corretto

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 PISTOIA. «Si sta facendo un uso distorto e non corretto dei dati creando allarmismo ingiustificato nella popolazione». Così replica la direzione dell'Asl 3 all'Intersindacale medici a proposito delle cosiddette fughe dall'ospedale del Ceppo. «In questo modo s'inducono i cittadini a ritenere che ci sarebbe una mancanza di professionalità da parte degli operatori sanitari che in realtà non esiste».  L'Asl passa poi in esame i numeri commentati e contestati dai medici. «Il dato del 30% contenuto nella nostra replica della settimana scorsa si riferiva alla percentuale di fughe per alta specialità, espressa in termini economici. Se si fa riferimento, come nella nota dell'intersindacale, al numero di ricoveri presso altre strutture nelle discipline di alta specialità (ad esempio: neurochirurgia, cardiochirurgia) la percentuale scende al 17,8%, ed è corrispondente a circa 2.500 ricoveri, considerato che il totale delle fughe è stato nell'anno 2010 di circa 13.600 casi (- 0,35% rispetto al 2009)».  La direzione dell'azienda sanitaria fa notare che le principali prestazioni di alta specialità per le quali i cittadini pistoiesi si sono rivolti ad altre strutture, e in particolare presso le aziende ospedaliere universitarie, sono state: nefrologia pediatrica, urologia pediatrica, oncoematologia pediatrica, neurochirurgia, tossicologia, grandi ustioni, reumatologia, chirurgia plastica e maxillo facciale e chirurgia pediatrica.  «Prendendo poi in esame i dati dell'Ars Toscana relativi agli indici di mobilità - prosegue la replica - risulta che sul totale dei ricoveri avuti da residenti Asl 3 sul territorio italiano, il 65% è stato effettuato in presidi aziendali (nel 2004 era del 64,03%; nel 2008 era del 64,97%)».  In questo modo, fa presente la direzione, in una classifica tra le aziende sanitarie della Toscana, la Asl 3 si colloca anche in una posizione migliore rispetto ad altre aziende delle medesime dimensioni della stessa area vasta e non molto distante dalle migliori (la seconda migliore azienda soddisfa la domanda totale per un 67,15%).  «Approfondendo l'analisi, risulta che per ricoveri a bassa complessità la percentuale sale al 71,03, facendo registrare la terza migliore performance in regione - prosegue la nota - Per quanto riguarda i ricoveri a media intensità invece il grado di soddisfazione è del 64,92% (la seconda migliore performance in regione è del 68%), sebbene sia necessario annoverare un basso tasso di soddisfazione delle chemioterapie in ricovero, dovuto al modello organizzativo pistoiese che prevede l'effettuazione della prestazione a livello ambulatoriale (e quindi non sono considerate nella valutazione di questo indicatore)».  «Questi dunque sono i dati ottenuti grazie al lavoro di tanti operatori dell'azienda e dispiace che l'Intersindacale medica invece di elogiare l'impegno dei propri colleghi tenda invece all'inasprimento di un clima già compromesso dalla grave situazione economico-finanziaria - conclude la direzione dell'Asl - Se un invito dovesse essere avanzato nei confronti della progettualità dovrebbe richiamarsi anche ai ruoli che le professioni e le strutture delle aziende ospedaliero universitarie svolgono per la programmazione regionale».

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