Il Tirreno

Pistoia

Le reazioni alle accuse di Cgil e Cisl al passaggio di deleghe della Comunità montana

«Non toglieremo un solo euro»

Federica Fratoni, presidente della Provincia
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Federica Fratoni, presidente della Provincia

Perentoria replica della presidente della Provincia ai sindacati

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«Nemmeno un euro sarà sotratto alle risorse della montagna». Lo dice in modo perentorio la presidente della Provincia Federica Fratoni, all'indomani della dura presa di posizione dei sindacati Cgil funzione pubblica, Cisl e dei rappresentanti sindacali della Comunità montana. E intervengono anche Carluccio Ceccarelli e Luca Bernardi, rispettivamente presidente e vicepresidente della stessa Comunità.  «La Provincia di Pistoia ha dato la propria disponibilità alla giunta comunitaria per il trasferimento provvisorio delle competenze che attualmente fanno capo alla Comunità montana, a solo scopo di garantirne la continuità funzionale - dice Fratoni - Una disponibilità ribadita nel corso di più incontri con i diretti interessati, che non deve essere strumentalizzata e soprattutto confusa con chissà quale intenzione di annettere a proprio vantaggio deleghe, personale e la capacità di acquisire nuovi investimenti».  La presidente della Provincia precisa che «si tratta semplicemente di una presa di responsabilità nei confronti di un territorio, quello montano, che fa parte del contesto provinciale, in attesa della futura nascita dell'Unione dei Comuni». «Mi preme chiarire - prosegue la Fratoni - in questo contesto che, laddove la Provincia di Pistoia dovesse subentrare in via provvisoria alle competenze della Comunità Montana, saranno comunque assicurate sia la continuità d governo, organizzativa e funzionale. Nessun posto di lavoro andrà perso, nessun dipendente trasferito e nemmeno un euro verrà sottratto alle risorse della montagna. Anzi, l'obbiettivo principale è proprio quello di non farsi scappare occasioni e assicurare che possibili finanziamenti regionali siano investiti per lo sviluppo e la crescita del territorio montano».  Sui dipendenti, Ceccarelli ribadisce che «i 60 posti di lavoro sono garantitissimi e saranno mantenuti in montagna poiché rimarrà il distaccamento di San Marcello. Non ci saranno problemi per l'indotto di piccole imprese locali che proseguiranno nei loro rapporti. Siamo in una fase transitoria ma non cambia niente». Il temporaneo passaggio di deleghe non servirebbe a scaricare su altri la «complessa questione» dell'ente, ma per fare ancor più chiarezza sulle responsabilità.  «Finora si è fatto un lavoro certosino, seppur non apprezzato - spiega Bernardi - il grosso sforzo è un atto dovuto nei confronti della cittadinanza». «L'indagine interna va avanti - prosegue Ceccarelli - abbiamo rinnovato l'incarico ad Eller. Entro il 31 dicembre avremo definito cifre ed ammanchi. La parte penale farà il suo corso nei tempi della giustizia». Secondo Ceccarelli non vi sarebbe nemmeno una perdita di risorse che la Provincia dovrà gestire per la montagna. Riconosciuto, invece, il rischio perdita di una piccola percentuale di deleghe. Quanto alla trasformazione dell'ente «non tutte le altre Comunità toscane hanno applicato senza problemi il passaggio all'Unione speciale - puntualizza Ceccarelli - il nostro ente ha particolari difficoltà. Vorremmo tirare una riga col passato per ripartire con un'Unione dei Comuni, nel senso di associazione di funzioni come da Testo Unico, dal bilancio sano». Infine, ricorda il sindaco Gaggini «non mettiamo il carro davanti ai buoi. La delegazione alla Provincia è un'ipotesi, sebbene la più accreditata, ancora non formalizzata da atti. Il 21 novembre incontreremo l'assessore regionale Nencini e solo in seguito decideremo sul da farsi». E.V.

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