Il Tirreno

Pistoia

Studenti in piazza

Marta Quilici
Gli studenti al flash mob
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Gli studenti al flash mob

Flash mob per dare il via alla mobilitazione

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 QUARRATA. Uno striscione di idee per immaginare un futuro colorato e per combattere a colpi di pennarelli e tempere la prospettiva di un destino grigio. Il lavoro, l'università, i servizi: questi sono i temi che gli studenti di Pistoia hanno voluto portare all'attenzione della città. Ieri pomeriggio a partire dalle 16 i ragazzi della Federazione degli Studenti (organizzazione nazionale che raccoglie i ragazzi delle scuole superiori) hanno organizzato un flash mob sul Globo: è il primo del nuovo anno scolastico che darà il via ad altre manifestazioni che si concentreranno probabilmente nel mese di dicembre. I ragazzi hanno scritto su uno striscione "Coloriamo il futuro" e ai passanti hanno offerto pennarelli e matite invitandoli a scrivere sul telone qualche slogan sul futuro che vorrebbero. «Dicono sempre che gli studenti manifestano per saltare le ore di lezione -spiega Matilde Brancè, del liceo scientifico-: noi li mettiamo a tacere tutti organizzando iniziative nel pomeriggio. La nostra performance di oggi ha l'obiettivo di dare speranza e di far vedere al mondo degli adulti che anche noi ci preoccupiamo per il futuro. Lo facciamo a modo nostro, ma lo facciamo. Sappiamo che non c'è lavoro, che quando finiremo il corso delle superiori sarà difficile per noi costruirci un futuro». Quella di ieri pomeriggio è stata una performance "colorata" che aveva come obiettivo quello di sottoporre alla cittadinanza i disagi e le speranze dei giovani: il timore per un lavoro precario e difficile da trovare, per un'università sempre meno accessibile. «Adesso -spiega Agnese Pippolini del liceo classico Forteguerri- c'è da cambiare anche il modo di manifestare. Oggi è la giornata internazionale degli studenti e per questo abbiamo voluto farci vedere alla città. In futuro, però, abbiamo in programma alcune iniziative con l'obiettivo di lanciare nuove idee, senza dire soltanto ciò che non ci va bene. Gli sconvolgimenti della politica nazionale ci chiamano in causa: adesso è tempo delle proposte, perché il futuro che ci piacerebbe immaginare si realizzi davvero. L'idea dello striscione è nata per invogliare la gente a tirare fuori alcune idee. Poi, nei prossimi giorni, abbiamo in programma alcune riunioni per discutere su questi spunti ed elaborare proposte concrete». Ancora non ci sono state nelle scuole le consuete autogestioni, mobilitazioni, proteste, assemblee: «Abbiamo avuto -spiega Lucrezia Lombardi del liceo pedagogico- le elezioni dei rappresentanti degli studenti soltanto adesso. Anzi, a scuola nostra le votazioni finali ci saranno lunedì. Pensiamo comunque di accorpare, a dicembre, due giornate di assemblea. Adesso il governo è cambiato e ancora non sappiamo quali saranno i cambiamenti nella scuola. Quindi, per adesso, aspettiamo».

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