Sicurezza
Laltro Risorgimento al via stasera al Moderno
Il brigantaggio meridionale nell'Italia post unitaria
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Un momento dello spettacolo Briganti 2 MINUTI DI LETTURA
AGLIANA. Un giovane caduto prigioniero in battaglia che, da una cella carceraria dell'ex Regno delle Due Sicilie, rievoca memorie ed emozioni. Il brigantaggio meridionale post-unitario della seconda metà dell'Ottocento rivive, in tutta la sua complessità e privo di retorica, sul palco de "Il Moderno". Questa sera, ore 21 e 30, la compagnia Berardi-Casolari porta in scena "Briganti": uno spettacolo sullo scontro tra il nuovo ordine costituito e i reazionari nel Mezzogiorno d'Italia. Si tratta del primo appuntamento della sezione tematica dedicata a "L'altro Risorgimento". «Il progetto, articolato in varie iniziative - spiegano dall'associazione che guida il centro culturale aglianese - tenta di dare un contributo ad una discussione più che mai necessaria ma ancora molto latitante. Cerca cioè di scavare nel periodo risorgimentale, quello fatto di idealità contrapposte, di fallimenti e pesanti contraddizioni, lungo un filo rosso che lega il tutto con la successiva storia d'Italia: paese mai completamente diventato adulto o, forse, invecchiato troppo precocemente». Oltre a quello di stasera, sono già previsti in calendario 3 ulteriori approfondimenti sul tema. Il 2 dicembre infatti ci sarà un incontro pomeridiano, concentrato sul fenomeno del brigantinaggio, con Alfonso Santagata, Paolo Benvenuti e il professor Zefiro Ciuffoletti. Seguiranno le proiezioni "Il brigante di tacca del lupo" di Pietro Germi, sempre il 2 dicembre, ore 21 e 30, e del film "Tiburzi" di Paolo Benvenuti, il 3 dicembre, ore 21 e 30. Sabato 10 infine nuovo spettacolo teatrale con "Il sole del brigante" della compagnia Katzenmacher. Un percorso affascinante che s'apre stasera sulle parole di Carmine Crocco a cui, testimone di ribellione come reazione e non rivoluzione, il lavoro della compagnia Berardi-Casolari (realizzato in collaborazione col teatro stabile di Calabria) s'ispira. «Noi siamo come la serpe - diceva il brigante durante un interrogatorio - se non la stuzzichi non ti morde». In mezzo alla scena, sospeso tra storia e spunti fantastici, ci sarà un solo attore. Accanto a lui una sedia. Un palco sgombro di tutto che lascia spazio alle emozioni e affida i luoghi alle luci. «Il testo - spiegano dalla compagnia - trasforma in sogno realtà crudeli, ironizza su temi, nostro malgrado, ancora vivi, ponendo attenzione sulle radici culturali del problema e cercando di non cadere in una retorica politica». "L'ignoranza genera violenza, violenza genera violenza": questo il messaggio che "Briganti" porta in dono al pubblico. Lo spettacolo è scritto, diretto e interpretato da Gianfranco Berardi ed è il frutto di un progetto nato nel 2000 e segnato da un ricco lavoro di ricerca storica. Per informazioni sui costi del biglietto e prenotazioni: 0574673887, oppure www.ilmoderno.it. B.F.
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