Sicurezza
Fermiamo il flagello ungulati
Eugenio Fagnoni
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I danni prodotti dagli ungulati in una coltivazione Coltivatori in assemblea: «Danni incalcolabili»
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PISTOIA. L'esasperazione degli agricoltori, dei boscaioli e dei cittadini per i danni che provocano gli ungulati è apparsa in tutta evidenza durante l'incontro, organizzato dalla Cia locale e regionale e dall'Associazione Boscaioli sui danni causati dalla fauna selvatica. Sandro Orlandini, presidente della Cia di Pistoia, ha rimarcato come la caccia di selezione non risolva il problema. «Ci vogliono interventi più drastici per ridurre il carico di ungulati sul territorio. Bisogna intervenire sui cervi come si fa sui cinghiali». Gli ha fatto eco Nadia Bartoli, presidente dei boscaioli: «Quando si taglia un bosco, non ricresce perché gli ungulati mangiano i ributti delle ceppaie. Vivo di lavoro nei boschi e dopo 10/15 anni vorrei ritagliare. Avevo un pescheto lo hanno distrutto». Il dibattito ha reso ancora più chiara l' esasperazione di chi lavora ed abita nel comprensorio collinare e montano, ma anche nelle zone a vivaio. Per Roberto Chiti, vivaista, «il problema della presenza degli ungulati si allarga alle zone a vivaio. I cervi ed i daini aggrediscono le piante in pieno campo, danneggiano le chiome e le rendono invendibili. Facciamo come in altri paesi europei, in cui l'animale sta dentro le aree protette». All'assessore provinciale Rino Fragai è stato suggerito di adottare la delibera della Provincia di Bologna, che consente agli agricoltori di uccidere i cinghiali che trovano nei propri appezzamenti. Un danneggiato, Marcello Feri, ha poi spiegato: «I cervi vengono fino al cancello della scuola di Candeggia e vengono fermati dal cancello. Mi hanno distrutte le piante. C'è troppa burocrazia. Ci sono troppi selvatici, vanno eliminati». Si è poi fatto un paragone con quanto avvenuto nel senese, dove la Forestale fa i recinti. Non sono mancate critoche alla Provincia di Pistoia perché "assente". Piero Bucci, un agricoltore, ha chiesto da parte sua che vengano ripristinati i prati pascolo. Ed ha rimarcato la scomparsa del sottobosco. È stato poi criticato il metodo con cui vengono fatti i censimenti e si chiesto il ricorso allo strumento della fotometria. Il boscaiolo Antonio Orlandini ha sottolineato che si vive ormai «in un ambiente massacrato. Il dovere della politica è vedere dove è la ragione e dove il torto. Deve essere rimesso in ordine l'ambiente». Il sindaco di Marliana, Luca Bernardi, si è quindi chiesto se «il demanio forestale è regionale, perché c'è il Corpo Forestale dello Stato. Bisogna abbattere i vincoli burocratici, avere idee chiare e puntare su pochi obbiettivi». L'assessore Fragai ha respinto le accuse, rivendicando i risultati positivi sugli abbattimenti programmati dei cinghiali, per cui oggi si hanno meno denunce di danni. Inoltre, ha detto, quando gli agricoltori segnalano la loro presenza nei territori si esercitano i piani di controllo. Per i daini invece in alcuni settori si sono avuti dei risultati positivi ed in altri no. Fragai ha infine toccato il tema caldo dei cervi: «Si sono fatti piani di controllo nella misura autorizzata nelle zone critiche della montalese e della periferia collinare e si sono abbattuti 30 cervi. Siamo d'accordo che non è sufficiente. Gli strumenti che possiamo utilizzare li utilizziamo. Bisogna ampliarli. Abbiamo un problema serio che va gestito: se gli strumenti utilizzati non sono stati efficaci, confrontiamoci per migliorare la possibilità di intervento».
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