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In sofferenza l'indotto oltre 300 metalmeccanici sono con il fiato sospeso
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Massimiliano Cadeddu2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Qualche licenziamento c'è già stato. Qualche contratto non verrà rinnovato. Sono i lavoratori dell'indotto a soffrire per primi e maggiormente per la situazione di incertezza in cui da mesi versa ormai AnsaldoBreda. Saranno loro, di nuovo, a vacillare per primi quando arriverà quella "ristrutturazione energetica" di AnsaldoBreda annunciata dall'ad di Finmeccanica Giuseppe Orsi. Sono oltre 300 i metalmeccanici dell'indotto che lavorano quotidianamente, fianco a fianco con i dipendenti Breda, nell'officina di via Ciliegiole e sulle linee di produzione dello stabilimento. Ieri mattina c'erano anche loro e hanno annunciato che parteciperanno allo sciopero del 25 novembre a Roma insieme alle tute blu di AnsaldoBreda. Al megafono, davanti ai cancelli della fabbrica, ha parlato Massimiliano Cadeddu della Miri, azienda che lavora all'interno dello stabilimento di via Ciliegiole, principalmente nei reparti di allestimento e di meccanica. «Il mio è stato solo un annuncio velocissimo - spiega -. Ho detto che anche dall'indotto ci sarà chi partecipa allo sciopero e alla manifestazione. Io ci sarò. «Personalmente credo che noi lavoratori delle aziende dell'indotto si debba condividere le proteste con i lavoratori Breda allo stesso modo con cui si condivide il lavoro sulle linee. Lotteremo insieme contro chi vuole far morire questo settore». «I più esposti siamo noi - aggiunge Marco Lucarelli che è in Miri da 11 anni-. Se il lavoro manca, i primi a subire dei tagli siamo noi che lavoriamo nelle ditte satelliti di AnsaldoBreda». Francesco Nebbia, segretario Uglm, ha speso più volte parole per la questione dell'indotto: «Se si parla di ristrutturazione - spiega - significa che ci saranno tagli. È bene essere chiari purtroppo. Questo significa sacrifici per tutti, ma a maggior ragione per quelle aziende che lavorano per Breda: qualche imprenditore nei giorni scorsi mi ha già chiamato per dirmi che dovrà interrompere prima del tempo il contratto di lavoro a due suoi dipendenti. Qualcun altro non ha rinnovato il contratto a termine ad altri lavoratori. Per adesso si tratta di poche unità, ma le prospettive non sono certamente buone». I problemi si avvertono anche in officina. «Io ho 29 anni - spiega Andrea Giardina-. Lavoro nell'indotto della Breda da quando ne avevo 18: sono già undici anni che sono qui dentro. In questo periodo le cose non sono migliorate. Anzi. «Che la situazione non è serena si vede anche in officina, in cui lavorare non è facile: manca il materiale, ad esempio. E questo accade non soltanto per noi dell'indotto, ma per tutti».
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