Sicurezza
Angoscia anche tra i negozianti
Tiziana Gori
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In senso orario Morandi, Capecchi, Maccioni, Bongi, Cipollari e Parenti «Conseguenze negative se la gente va a casa»
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PISTOIA. Aumentano in centro storico le saracinesche abbassate. Alcune, vicine l'una all'altra, rendono le vie desolate, spoglie di quella vitalità che le aveva caratterizzate per decenni. La crisi del commercio, figlia della contrazione dei consumi, rischia di ricevere un colpo mortale dalla vendita di AnsaldoBreda. Mette le mani avanti Stefano Morandi, presidente della Camera di Commercio, la cui famiglia è da generazioni proprietaria dell'omonimo negozio di via Curtatone e Montanara: «Di per sé la vendita non è una negatività, l'importante è che il compratore pensi al rilancio». In caso contrario, nella malaugurata ipotesi in cui l'acquisto e il successivo "piano di rilancio" prevedano sacrifici in termini di esuberi, l'economia pistoiese colerà a picco, insieme ai consumi delle famiglie e al buon andamento delle attività commerciali. Valentina Capecchi sta prendendo un caffé nel bar di fronte alla sua merceria. Parla con Mirna Bongi, attuale titolare del bar Nannini, nella centrale via del Lastrone da 103 anni. Anche la merceria Capecchi vanta quasi un secolo di storia, 97 anni per la precisione. «Discutevamo della grande paura che c'è in giro», racconta Mirna. La invitiamo a spiegarsi meglio. «Una paura contagiosa. Noi stiamo mandando via gli ordini per il periodo pasquale. Come vede (dice indicando l'oggettistica nelle vetrine) io vendo diversi prodotti, ma ho diminuito la richiesta rispetto allo scorso anno». La paura è accentuata dal tam tam mediatico, sostengono, ma è anche basata su dati concreti. «Non dico che non si venga più a prendere il caffé - afferma Mirna - Non si compra più il cioccolatino». «Solo lo stretto indispensabile - conferma Valentina Capecchi - Ago e filo ma non l'accessorio». «È una crisi economica talmente grave - sostiene Renzo Cipollari, titolare della "Norcineria in Pistoia", in piazza della Sala - che centinaia di lavoratori Breda a casa avrebbero conseguenze negative per tutti». «Il modo di acquistare delle famiglie è cambiato - spiega Susy Maccioni, titolare del negozio Bassetti di via Roma - Prima magari pochi oggetti ma costosi. Ora acquisti di lieve entità». Un ulteriore colpo all'economia locale? «Da non augurarselo, per nessuno». «Quello della Breda è un problema serio - afferma Stefano Parenti, titolare della pizzeria "Il pollo d'oro", in via Attilio Frosini - Ne parlavamo stamani (ieri, ndr) al bar leggendo il Tirreno. Per le attività come la mia vorrebbe dire un ulteriore contrazione dei consumi». Pizzerie e ristoranti pieni? Un'affermazione ridicola, secondo Parenti. «Una pizzeria piena il sabato sera è come il traffico sull'autostrada il 15 agosto. Dieci anni fa alle sette di sera dovevamo staccare il telefono per non prendere più ordini. Ora non abbiamo di questi problemi. Sono otto anni che teniamo fermi i prezzi delle pizze, per non perdere clienti. Nel frattempo le spese vive: acqua, luce, gas, aumentano».
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