Attenzione
«Il mio mondo senza scale»
Marta Quilici
Per Elisa una casa con le più avanzate tecniche della domotica
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QUARRATA. «Se ci fosse un mondo fatto di scivoli, un mondo senza più scale, sarebbe perfetto per chi come me è in carrozzella. Ma anche per le donne incinta, per i vecchietti con il bastone. E anche voi, che camminate bene, fareste prima a salire e a scendere. Quante volte, anche voi, inciampate sugli scalini!». Scriveva così, sulle pagine a righe di un vecchio tema delle scuole medie, Elisa Mannelli. A quel tempo era una bambina di 12 anni. Adesso di anni ne ha 25, ha un diploma di liceo pedagogico, un libretto universitario bello carico di esami sostenuti e il sogno di quando era piccola quasi realizzato. Il mondo non sarà, come lo immaginava, "tutto senza scale", ma di sicuro lo sarà la sua nuova casa: un'abitazione disegnata intorno a lei, proprio accanto alla bella villa di Ferruccia in cui è cresciuta e in cui abitano i suoi genitori, i nonni, i cugini. Qui Elisa è come in un nido protetto, assistita dalla mamma Giovanna Lenzi e dal padre Claudio Mannelli. Un nido, però, che non è mai stato opprimente: «Forse con un po' di incoscienza - racconta la mamma - a Elisa abbiamo sempre cercato di garantire la massima indipendenza: a 18 anni, quando tutti i suoi amici prendevano la patente, le abbiamo comprato un'auto con la pedana per carrozzelle: in questo modo poteva andare a giro con i suoi amici senza tanti problemi. Adesso che è più grande abbiamo voluto pensare a una casa fatta su misura per lei». Le porte e i corridoi misurano almeno due metri di larghezza, le porte sono a scorrimento e si aprono grazie ai sensori di presenza, le finestre sono collegate a una centralina automatica che individua e segnala anche eventuali guasti agli impianti. «Il progetto è stato pensato con le più avanzate tecniche della domotica - spiega l'architetto Stefano Bartolozzi - e prevede anche pannelli fotovoltaici sul tetto e il solare termico per l'acqua calda». Il sostegno legale è stato dell'avvocato Edo Biagini. Sono 160 metri quadri tutti su un piano, proprio accanto alla casa dei genitori: «Era fondamentale che la casa di Elisa nascesse accanto alla nostra - spiega il padre -. Solo qui, infatti, Elisa può aver contemporaneamente autonomia e protezione». Il progetto è stato approvato in consiglio comunale la scorsa settimana: dopo il necessario iter burocratico sarà poi realizzato probabilmente all'inizio del prossimo anno. «Per me è importante avere uno spazio tutto mio - spiega Elisa -. Quando sono con i miei amici, dobbiamo programmare la serata in base agli spostamenti dei miei genitori (come tutti i ragazzi, ndr): se stanno in casa, noi usciamo e se escono loro, noi rimaniamo dentro. Adesso non ci saranno più di questi problemi. Poi adoro il fatto di avere la camera e lo studio accanto: sto già pensando a come allestire la mia biblioteca». Elisa ama studiare ed è anche molto brava: si sta laureando in Beni culturali. Le mancano solo 4 esami alla laurea in Storia del restauro e ha sempre frequentato le lezioni a Firenze.
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