La manifestazione
I sindacati: «Una decisione sconsiderata»
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Due immagini di scioperi dei lavoratori Stamani un'ora di sciopero poi una manifestazione a Roma
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PISTOIA. Stamattina un'ora di sciopero davanti ai cancelli di via Ciliegiole. A breve (probabilmente intorno al 25 novembre) una manifestazione congiunta a Roma per l'intero settore trasporti. Lavoratori e sindacati non ci stanno alla vendita. Le dichiarazioni dell'ad di Finmeccanica Giuseppe Orsi e i contenuti del piano di riassetto del gruppo confermano le peggiori preoccupazioni dei dipendenti AnsaldoBreda. «La dismissione di AnsaldoBreda attraverso un accordo di partenariato con un non meglio identificato player industriale, - scrivono Fim, Fiom, Uilm, Uglm - è assolutamente inaccettabile e, per quello che sta accadendo in borsa, pare che lo sia anche dai mercati. È una scelta sconsiderata in quanto il settore ferroviario e del trasporto su rotaia avrà secondo gli standard europei un imponente sviluppo; peccato che Orsi non se ne sia accorto. Lo stesso vale per il settore segnalamento di AnsaldoSts che lunedì sera non era cedibile ma, secondo Orsi, lo era improvvisamente stamani (ieri, ndr)». «Nel piano di riassetto - spiega infatti Nicola Riva, segretario Fiom - non si parla di alcune dismissioni che, invece, Orsi ha annunciato all'indomani: di punto in bianco sembra voglia disfarsi della Wass di Livorno (siluri), OtoMelara di La Spezia (blindati), di AnsaldoMenariniBus e addirittura della fiorentina Super Selex. Siamo stanchi di chiacchiere e incertezze». La paura è che si vada verso una colossale svendita del patrimonio industriale di Finmeccanica. Anche i partiti sono chiamati in causa «per un'azione parlamentare sul nuovo governo». L'appello va a «tutti i partiti a livello locale e nazionale che hanno sottoscritto il documento che rivendica la strategicità del settore ferroviario come indispensabile per il Paese, così come le istituzioni regionali, territoriali e i Comuni che hanno condiviso l'intero percorso contro la vendita e per un futuro occupazionale dei lavoratori e del suo indotto». Gli operai aspettano anche il piano di rilancio che il nuovo Ad, Maurizio Manfellotto, aveva annunciato per il 20 ottobre, ma che non ha mai presentato: «L'incertezza - spiega Francesco Nebbia, segretario Ugl - fa piombare lo stabilimento in un clima di grande preoccupazione. Ora sappiamo che saremo venduti, ma non sappiamo a chi, per quanti soldi, e cosa prevederà la ristrutturazione. Intanto Finmeccanica ha già bloccato i pagamenti ad alcuni fornitori che, inevitabilmente, scaricano la crisi sui lavoratori dell'indotto con tagli e mancati rinnovi di contratto». M.Q.
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