Il dolore
Mezzi pubblici inaccessibili ai disabili, sabato scorso altro caso su viale Adua
«Trattati come cittadini di serie B»
Gianni Parrini
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Sopra, Fernando Giambi, disabile protagonista dell’episodio della scorsa settimana. A fianco, un uomo in carrozzina.Scognamiglio: Comune e Copit non si curano della nostre esigenze
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PISTOIA. Nuovo giro, nuova discriminazione. Dopo il caso di Fernando Giambi, il 67enne in carrozzella che non riuscendo a salire sull'autobus ha bloccato il mezzo e chiamato i carabinieri, sabato si è verificato un episodio analogo che ha visto protagonista un disabile. Testimone dell'accaduto è Fabrizio Geri, consigliere comunale di Sel: «Sabato mattina su viale Adua - racconta - il bus della linea 15 diretto verso la stazione si è fermato di fronte al Conad per far salire un disabile in carrozzina. Purtroppo, però, la pedana non è uscita. L'autista ha provato diverse volte a far partire il meccanismo poi si è offerto di sollevare di peso la carrozzina con l'aiuto mio e di altri passeggeri. Ma a quel punto il signore ha preferito rinunicare, perchè poi non avrebbe saputo come scendere». Diversamente da quanto accaduto nel caso Giambi, dove a non essere attrezzata era la fermata, stavolta l'incidente si è verificato in uno spazio di sosta dotato della piattaforma su cui dovrebbe appoggiarsi la pedana del bus. Le responsabilità, dunque, sono diverse (nel primo caso l'amministrazione, nel secondo Copit) ma l'esito è lo stesso: i disabili non riescono ad usufruire del trasporto pubblico. Una situazione difficile che viene confermata anche da Mario Scognamiglio, presidente del Centro studi e documentazione sull'handicap: «Per i disabili ci sono spesso situazioni esaperanti - racconta - Per questo è facile capire il gesto del signor Giambi che la scorsa settimana ha bloccato il pullman e chiamato i carabinieri». Nel 2009 Scognamiglio partecipò in prima persona al progetto messo in atto dal Comune per adeguare marciapiedi e fermate: «Ma quell'intervento ha permesso di superare solo una piccola parte delle barriere architettoniche che rendono la città e i mezzi di trasporto inaccessibili ai disabili. Non ci sono soldi? Per fare rotonde e altri lavori l'amministrazione trova sempre le risorse, quando si tratta di disabili invece no. Siamo cittadini di serie B. Inoltre non veniamo mai interpellati, come invece previsto da un accordo con la consulta del volontariato, per valutare i lavori pubblici in via di realizzazione». Scognamiglio se la prende anche con Copit: «Piattaforme o meno, le pedane sono difficili da salire per una carrozzina - spiega - i pullman dovrebbero avere tutti degli elevatori. Lo abbiamo fatto presente più volte ma senza risultato».
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