Il Tirreno

Pistoia

Sister Act, Laura superstar

Tiziana Gori
Una bella immagine di Laura Galigani Al centro, nella foto tratta dal sito Sister Act il musical divino (è la suora in basso a destra)
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Una bella immagine di Laura Galigani Al centro, nella foto tratta dal sito Sister Act il musical divino (è la suora in basso a destra)

L'attrice ha conquistato la scena nella prima a Milano

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 PISTOIA. «Mi chiedono in tanti perché la regista Carline Brouwer abbia visto in me la protagonista ideale per il ruolo della timida suor Maria Roberta, e ancora non so rispondere». Alcuni secondi di silenzio, e poi la voce di Laura risuona limpida attraverso la cornetta. Ha deciso di non eccedere in modestia: «Anzi, forse lo so. Carline mi ha detto che in tante, tre le 2000 ragazze che si sono presentate ai provini, avevano le qualità canore giuste per vedersi assegnata la parte. Io l'ho convinta perché in me ha visto la giusta armonia tra l'aspetto fisico ed emotivo che pensava per suor Maria Roberta».  E Laura Galigani ha incantato critici e pubblico. La prima di Sister Act, il musical tratto dall'omonima commedia americana con protagonista Whoopi Goldberg, in scena al teatro Nazionale di Milano dal 27 ottobre, l'ha vista emergere nel gruppo di suorine che Deloris Van Cartier (Loretta Grace), trasforma in un fenomeno musicale. «Nel coro - recensiva il sito del Tg com il giorno dopo - spiccava l'esile e straordinaria Laura Galigani».  Ospite d'onore, in platea, Whoopi Goldberg, che a fine spettacolo ha dichiarato, entusiasta: «È stato come a Broadway», e con un sorriso contagioso ha dato il via agli applausi del pubblico.  Laura è una pistoiese doc, nata a Bottegone 25 anni. Giovanissima e già tra le protagoniste più apprezzate a livello nazionale di un genere, il musical, che anche in Italia vede crescere pubblico e interesse.  Bruna, occhi verdi, sorriso dolce, voce da soprano. Spiega con una sincerità disarmante: «Non potrei fare un mestiere diverso da quello che mi sono scelta, mi aiuta a liberare le mie emozioni, che sono tante e dirompenti». Da quando, piccolissima, costringeva i compagni delle scuole elementari Regina Elisabetta di Piuvica, ad assistere ai suoi balletti, alla scelta di lasciare Pistoia per studiare canto e recitazione, ha percorso varie strade (danza, canto, recitazione), che avevano come punto d'arrivo un'unica destinazione: vivere una vita fatta d'arte.  Per la sua città nutre un odio-amore che la inquieta. La vede chiusa, le dispiace che non offra ai ragazzi la possibilità di seguire percorsi diversi da quelli rigidi e ripetitivi di una realtà di provincia. Ma ci torna appena può. Si butta negli abbracci della sorella Claudia, quasi coetanea, prima fan, migliore amica. Può contare sull'appoggio incondizionato della mamma Cesarina, maestra in pensione, e di babbo Piero, che aveva un negozio di libri sulla via Fiorentina molto conosciuto negli anni 80, tra Bottegone e Barba.  Nei suoi ricordi ha un posto speciale per la nonna materna, Marisa. «Mi ha trasmesso la passione per il canto. Mi ricordo l'aia della sua casa, a Valdibrana, e un grande stereo rosso. L'accendeva, mi prendeva sulle ginocchia, e intonava "Una rotonda sul mare". E cantavamo insieme a squarciagola».  Sister Act andrà in scena al Nazionale di Milano fino a maggio. Un tour de force durissimo per i giovani attori guidati da Carline Brouwer (che ha diretto anche la versione di Londra). Allo stesso tempo entusiasmante. «Portiamo in scena 8 spettacoli la settimana, con doppio spettacolo nel week end». Per il 2012, sempre più concreta la possibilità di recitare al teatro Brancaccio di Roma.

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