Il Tirreno

Pistoia

Maratoneta cutiglianese a New York

Alessandro Sisi
Stefano Milianti insieme a Linus
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Stefano Milianti insieme a Linus

Il racconto di Milianti: «Tante emozioni in pochi giorni»

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 CUTIGLIANO. Tra i 47mila partecipanti alla maratona di New York, c'erano anche otto atleti pistoiesi e uno di loro abita sulla montagna pistoiese, precisamente nel borgo di Pian degli Ontani. L'uomo che ha varcato l'oceano per partecipare alla stracittadina americana si chiama Stefano Milianti, 38 anni.  La sua esperienza è tutta da raccontare per gli incontri che ha fatto in terra made in Usa, con emozioni condite tutte in sei giorni di permanenza.  «Sono partito la mattina del 2 novembre con gli amici di Pistoia e Marco Fondatori, altro iscritto alla corsa. Volo Pisa-Roma-New York, poi albergo e preparazione alla gara. Ma poco dopo il nostro arrivo mi sono imbattuto nel dj Linus (al secolo Pasquale Di Molfetta), che molto gentilmente si è fatto fotografare con me. Avevano le magliette dell'amico Danilo, affetto da Sla, di cui l'altra sera presso il teatro Manzoni di Pistoia è stata organizzata una raccolta in favore contro la terribile malattia: Linus ci ha autografato la maglietta con la foto del nostro sfortunato amico, ma appena ha saputo che abito molto vicino a Limestre, sede della Dinamo Camp, di cui il dj è membro del consiglio di amministrazione, si è aperto ancora di più».  Così, al ritorno la maglietta con la foto di Danilo firmata da Linus, è stata messa in vendita su Internet, per cercare di raccogliere altri fondi utili contro la ricerca e le causa della malattia.  «Che dire della corsa? - prosegue Milianti - E' meravigliosa, ho voluto partecipare, senza alcuna ambizione di arrivare tra i migliori, perché è la maratona più bella e suggestiva del mondo».  Partenza dal Ponte di Terrazzano e arrivo nel suggestivo Central Park. «Una cosa va detta: al contrario di altre maratone, nessuno della città si arrabbia per il traffico chiuso e le vie bloccate. Tutti gli abitanti ci incoraggiano mentre passiamo davanti a loro, ci applaudano, meglio correre al centro della strada, ma questo l'ho capito dopo, perché dopo oltre 40 km di corsa a forza di salutare tutti e battere il cinque ti fanno male più le mani che le gambe».  Della classifica di merito finale, riferisce il maratoneta di Pian degli Ontani, «ancora so poco e nulla, posso però dire che tra 3.800 partecipanti italiani sono arrivato tra i primi 600. A meno di un chilometro dall'arrivo, sorridendo, mi ha sorpassato proprio Linus. Il mio impegno verso i meno fortunati non termina qui, il prossimo 27 novembre alla maratona di Firenze ci daremo il cambio ogni tre chilometri per spingere, assieme agli altri amici, i ragazzo disabili nell'ambito del progetto denominato i maratonabili».

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