Lutto
La popolazione attende con apprensione i lavori sullOmbrone
Arginatura, altri ostacoli
B.F.
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Il tratto di argine pericolante a Castel del Fabbro Spuntano altri proprietari per un rudere da demolire
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AGLIANA. Spuntano altri proprietari per uno dei due ruderi di Castel del Fabbro e il Comune di Agliana è ancora alle prese con l'accordo bonario necessario alla demolizione del casotto. L'abbattimento dell'ostacolo, un passo obbligato per la ripresa dei lavori sull'arginatura dell'Ombrone (Ferruccia aglianese), sta tenendo col fiato sospeso decine di cittadini. Già durante la scorsa primavera le ruspe, impegnate nella sistemazione del tratto che va da Ponte dei Baldi ai caseggiati di via Castel del Fabbro, si erano dovute fermare di fronte alle costruzioni fatiscenti. «La gente è stufa - fanno sapere i residenti della zona -. Basta pochissimo per far crollare tutto e ritrovarci con dei morti da piangere. Ma perchè dal Comune non emettono un'ordinanza e buttano giù il rudere? Si tratta di sicurezza». Un crollo, lo ricordiamo, c'è già stato. Il 21 luglio 2011 il muro d'arginatura ha ceduto nel bel mezzo della notte. La signora Paola Piera Sgrilli s'è ritrovata con i pezzi di cemento davanti al portone di casa. Lo spettro della piena - più che un fantasma un'esperienza già affrontata per le famiglie di Ferruccia - resta la preoccupazione maggiore. «L'argine è eroso sia dalla parte interna che da quella esterna. Se l'acqua dovesse raggiungere il livello limite è facile immaginare ciò che potrebbe accadere». Il paradosso è che stavolta i soldi ci sono. La Provincia di Pistoia ha assegnato 69 mila euro per portare a termine i lavori. Il Consorzio Ombrone inoltre ha in mano un progetto già approvato. «Quasi un anno prima che le ruspe si mettessero in moto per ripristinare l'arginatura (dal Ponte dei Baldi, lato Agliana, ndr) la cartina dell'area era già disponibile. Perchè nessuno del Comune s'è degnato di venire a dare un'occhiata? - chiede un residente di via Castel del Fabbro -. Tutte le pratiche per la demolizione delle costruzioni (adiacenti all'argine) dovevano esser sbrigate dall'amministrazione prima dell'inizio dei lavori». E invece la burocrazia ha bloccato un'opera che avrebbe già dovuto essere conclusa. Se l'intervento inoltre dovesse esser prolungato, avverte un cittadino, lo stesso identico intoppo si ripresenterebbe dopo 20 metri. «La partenza dei lavori - spiega il vicesindaco Italo Fontana - sembrava imminente tant'è che il 4 novembre scorso abbiamo avuto una riunione con i residenti per far firmare la liberatoria necessaria all'accesso dei mezzi nella zona. Poi però è venuto fuori il problema su uno dei due ruderi da demolire: per una questione di eredità ci siamo ritrovati davanti 9, 10 persone in più da sentire invece che un solo proprietario. E' stato un fatto imprevedibile. Se l'accordo bonario non dovesse andare a buon fine - assicura l'assessore - proseguiremo seguendo altre vie». La ripresa dei lavori dovrebbe avvenire entro la fine dell'anno. «Questi interventi - ricorda un residente - riguardano solo la parte esterna dell'arginatura. Anche quella interna necessita di un un ripristino urgente».
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