La manifestazione
Dal procuratore Maddalena al giornalista Sciortino: consegnati i riconoscimenti
Dal Senegal sulle ali della pace
Marta Quilici
Anche all'arcivescovo di Dakar il premio internazionale
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PISTOIA. «La nostra è una civiltà tentata dal superficiale, dall'anestesia e dall'euforia del contingente; la politica e l'economia, oggi, recitano un triste copione; cresce la povertà delle famiglie e dei singoli e con essi le paure e l'aggressività sociale. Grazie, quindi, a coloro che di fanno dono di speranza, che seminano pace e giustizia». Sono le parole del vescovo Mansueto Bianchi ad aver inaugurato la 29ª edizione della Giornata internazionale della pace, della cultura e della solidarietà, organizzata ieri pomeriggio nella Cattedrale di San Zeno, dal Centro Studi Giuseppe Donati. "Uniti per la Pace" è il titolo dell'iniziativa, incorniciata quest'anno dai ritmi, i canti, le danze e i colori dell'Associazione Giovani cattolici senegalesi. Tra i protagonisti della cerimonia è stato infatti il cardinale Théodore Adrien Sarr, arcivescovo di Dakar: a lui è stato consegnato il Premio Internazionale della pace, della cultura e della solidarietà (la scultura in bronzo "Lettrice" di Valerio Gelli), per il suo impegno nella promozione sociale del popolo senegalese e la convivenza pacifica tra musulmani e cattolici. La delegazione senegalese ha ricambiato il dono facendo omaggio alle autorità pistoiesi presenti delle opere "il pensatore" e "volto di donna" dell'arte africa. È stato anche ringraziato don Piergiorgio Baronti, parroco di Bottegone, per l'impegno dell'iniziativa parrocchiale "Una scuola e un pozzo in Africa" e il suo progetto di solidarietà in Senegal. Il Premio Internazionale è andato anche al procuratore della Repubblica di Torino Marcello Maddalena per il suo impegno per la giustizia. «La Pace - ha detto Maddalena - ha bisogno di regole. Il compito della politica è di porle. I magistrati devono applicarle. Guai a quel paese in cui i politici vogliono fare le sentenze e i magistrati le leggi». Decise le parole di don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, anche lui premiato durante la cerimonia: «Il nostro impegno, inspirato a principi cristiani e al perseguimento della verità - ha detto - ci ha spesso portato a dare un'informazione controcorrente perchè volevamo dare un'immagine vera del Paese, da cui forse i media nazionali ci distraggono. L'Italia di domani deve essere programmata a partire dalla presenza degli stranieri sul nostro territorio e il Parlamento deve presto approvare la legge sulla cittadinanza per quei bambini, figli di stranieri, che nascono in Italia, perchè vengano riconosciuti italiani». Stesso appello, quest'ultimo, lanciato anche dal vicepresidente del senato Vannino Chiti che ha presieduto la cerimonia. Il Premio internazionale è andato anche all'Istituto Serve del Signore e della Vergine di Matarà in Betlemme che si occupa di bambini disabili, alla Caritas di Agrigento, per il suo impegno verso i profughi di Lampedusa, al Centro sportivo italiano, presente con le delegazioni del Cogis Montale e dell'Atletica Casalguidi, e all'Anpas (Pubblica asistenza per il volontariato e donazione del sangue). Presenti, anche il sindaco Renzo Berti, la presidente della Provincia Federica Fratoni, il prefetto Mauro Lubatti, il presidente della Fondazione Caripit Ivano Paci. A fare gli onori di casa, il presidente del Centro Studi Doanti, Giancarlo Niccolai.
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